Finte assunzioni nei circhi, arresti anche a Reggio
Nell’inchiesta della Dda di Palermo spunta anche un 43enne di origine indiana residente a Novellara
REGGIO EMILIA. Arriva fino a Reggio Emilia l’inchiesta della Dda di Palermo che ha scoperto un’organizzazione accusata di favorire l’immigrazione clandestina, attraverso false assunzioni nei circhi.
Tra le persone sottoposte a fermo c’è anche un 43enne di origine indiana, ma residente in Italia dal 1994 e ufficialmente cittadino italiano, Jatinder Sing di Novellara. Imprenditore nel settore del commercio, è accusato di far parte dell’associaziona a delinquere. Ieri, difeso dall’avvocatessa Anna Lisa Bertolini, è comparso davanti al giudice Giovanni Ghini, per l’udienza di convalida. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.12443666:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12443666:1649684395/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma il suo legale ha presentato una serie di documentazione sulla sua regolare presenza in Italia negli ultimi vent’anni. In ogni caso, la sua posizione nella delicata inchiesta anche dalle carte palermitane dell’operazione “Golden circus” risulterebbe molto marginale.
Secondo l’accusa, l’organizzazione sfruttando la disciplina particolare di cui gode la Sicilia avrebbe avviato un business da sette milioni di euro in tre anni per fare entrare in Italia, spacciandoli per clown, ballerini, trapezisti e domatori, cittadini indiani, bengalesi e cingalesi. In cambio, un' organizzazione criminale transnazionale in cui ognuno aveva il suo ruolo, intascava tra i 7 mila e i 15 mila euro per ciascun migrante. Nei anche noti titolari di circhi.
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