«Riorganizzeremo ma non chiuderemo nessuna struttura»
Castelnovo Monti, Venturi: «Emilia esempio di efficienza» L’assessore regionale fanno ben sperare per l’Ostetricia
CASTELNOVO MONTI. «Nessuna struttura chiuderà a seguito della riorganizzazione ospedaliera in regione». Sono parole rilasciate ieri dall’assessore alla sanità Sergio Venturi, parole che interessano molto anche Castelnovo Monti.
Qui l’attenzione è concentrata sul reparto di ostetricia, e va detto che Venturi con “strutture” ha inteso più che altro gli ospedali, non i singoli reparti, ma ha illustrato le basi su cui sarà tracciato il percorso per arrivare a scelte che riguarderanno anche il Punto nascite, sul mantenimento del quale a Castelnovo stanno facendo forte pressione sia il Comitato “Salviamo le Cicogne” che i sindaci dell’Appennino, dopo che sembrano essersi chiariti i motivi che nei giorni scorsi avevano portato ad alcuni attriti.
«Il 17 novembre – ha affermato Venturi nelle scorse ore – il documento sulla riorganizzazione ospedaliera sarà presentato in Commissione. In questi giorni abbiamo infatti avviato il percorso di consultazione sul documento di riorganizzazione della rete ospedaliera regionale con le Autonomie locali, le Università e le Organizzazioni sindacali. Il prossimo 17 novembre il documento sarà sottoposto alla Commissione assembleare competente, come previsto da tempo. Nessun ospedale chiuderà: i servizi verranno ulteriormente qualificati e sarà potenziata l’integrazione tra ospedali e territorio. Il Piano prevede inoltre una forte partecipazione all’elaborazione da parte delle Conferenze territoriali sociali e sanitarie».
Venturi ha anche sottolineato che «importanti studi nazionali resi noti nei giorni scorsi indicano l’Emilia-Romagna come la Regione capofila per la capacità di risposta ai bisogni di salute dei cittadini e per l’efficienza e l’appropriatezza dell’offerta sanitaria, in un orizzonte di piena sostenibilità economica. Questo siamo attualmente – aggiunge Venturi – e questo vogliamo continuare a garantire ai cittadini emiliano-romagnoli».
Parole che possono essere rassicuranti per la tenuta dell’Ospedale Sant’Anna nel suo complesso, ma sul singolo reparto di ostetricia, che i residenti del territorio hanno in molti modi affermato di ritenere indispensabile, il discorso è diverso, e dovrà riguardare anche, lo ha ribadito nel recente incontro in Provincia il Direttore dell’Ausl Fausto Nicolini, alcuni parametri di sicurezza precisi indicati al momento (e dal 2010) dall’accordo stato-regioni confermato dal governo nell’aprile scorso: perché un punto nascite possa rimanere aperto dovrebbe avere un minimo di 500 parto all’anno (il Sant’Anna è a circa 130, per cui la Regione dovrebbe chiedere una deroga al governo, per questo e altri punti nascita emiliano romagnoli).
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