Spacciava da casa, preso: il giudice lo mette ai domiciliari
Il blitz della Municipale in due condomini di via Turri, dove il grossista della droga vendeva le dosi ai piccoli spacciatori: in casa gli trovano un etto di cocaina purissima e 12 dosi già pronte per la vendita. All'udienza di convalida il giudice lo mette ai domiciliari nello stesso stabile
REGGIO EMILIA. Nel mondo dello spaccio era considerato un grossista: dal suo appartamento in via Turri, che divide con la sorella, organizzava gli scambi soldi-droga con i piccoli spacciatori. Giovedì sera, il blitz: gli agenti della sezione antidroga della polizia municipale, che lo osservavano da qualche giorno, intervengono dopo aver documentato l'ennesimo via-vai tra i civici 35 e 39 di via Turri.
Al numero 39, Sadik Noureddine, originario del Marocco, vive con la sorella. Al numero 35 invece, Noureddine ha le chiavi del portone e di una cassetta della posta. E' lì che - dopo essersi accordato con i compratori sul prezzo - incassa il denaro e poi deposita le dosi.
Ieri sera, dopo l'ok ricevuto dal pubblico ministero Valentina Salvi, gli agenti della municipale entrano in azione: Sadik Noureddine viene portato in casa sua per una perquisizione. Lì, oltre al materiale per il confezionamento delle dosi, la Municipale trova dodici dosi già pronte alla vendita e soprattutto un "sasso" di cocaina, ancora da tagliare.
Il marocchino ha poi anche il denaro contante, che secondo la municipale è frutto dello spaccio: circa 700 euro. Ma il pezzo forte è il sasso, del peso di oltre un etto, che - opportunamente tagliato - poteva fruttare al grossista quasi 300mila euro. Oggi infatti - dicono gli investigatori - la cocaina, sulla piazza di Reggio ha subito una nuova impennata e viene venduta a 70/80 euro il grammo.
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Portato in carcere, venerdì mattina Said Noureddine - difeso dall'avvocato Alessandro Conti - è comparso davanti al giudice Andrea Rat per l'udienza di convalida del fermo. E il giudice, alla fine, ha disposto per lui gli arresti domiciliari... A casa della sorella. Ovvero nello stesso appartamento da cui svolgeva l'attività di grossista per gli spacciatori.
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