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Dalla Chiesa: «La mafia non è solo colletti bianchi»

Dalla Chiesa: «La mafia non è solo colletti bianchi»

"Ciò che è successo e succede in Emilia deve insegnare che gli anticorpi di cui tanto si parla in verità non ci sono stati"

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BOLOGNA. «Ciò che è successo e succede in Emilia deve insegnare che gli anticorpi di cui tanto si parla in verità non ci sono stati: è un errore colossale pensare che i primati civili mettano al riparo dalle mafie, e il processo Aemilia smentisce anche il luogo comune che la mafia nasca dal degrado sociale».

Lo ha detto il direttore dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Università di Milano, Nando Della Chiesa, nell’incontro di ieri in Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna.

E’ stata una vera e propria lezione di legalità quella che il presidente emerito della Corte costituzionale, Valerio Onida, Della Chiesa e la professoressa di Sociologia dell’educazione dell’Università di Modena e Reggio Emilia, Sara Bertozzi, hanno tenuto per inaugurare l’edizione 2015-2016 di “conCittadini”, il percorso di promozione della cittadinanza attiva dell’Assemblea.

A organizzare la giornata, insieme all’assemblea legislativa e con il patrocinio di Ufficio scolastico regionale e ministero dell’Istruzione, era l’associazione antimafia studentesca Cortocircuito di Reggio Emilia, il cui coordinatore, Elia Minari, ha condotto i lavori.

La mappa dei beni confiscati in Italia realizzata da Confiscati Bene
(dati dell'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati)


 

Dalla Chiesa si è concentrato sui «falsi miti dei mafiosi». Prima di tutto, ha esortato: «Guardatevi sempre dagli esperti secondo cui la mafia non è più quella di una volta con lupara e coppola». «I mafiosi - ha detto - non sono diventati colletti bianchi, semplicemente li usano come mercenari, non è vero che figli dei mafiosi ora studiano a Oxford, non parlano nemmeno l'italiano: sono sempre gli uomini con la seconda elementare che comandano, non i grandi finanzieri». E ha continuato sottolineando come non è cambiata la geografia delle mafie: «Chi muove quintali di cocaina a Milano obbedisce ancora a chi è rimasto nei paesini calabresi da 2.000 abitanti».

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