Gazzetta di Reggio

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Il rogo causato da una sigaretta

di Adriano Arati
Il rogo causato da una sigaretta

Scandiano: dimesso l’anziano caduto dalle scale per soccorrere il figlio disabile, ancora ricoverato

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SCANDIANO. Una sigaretta su un materasso, una forte nuvola di fumo, un tentativo disperato di salvare il figlio da parte di un genitore spaventato. Sembra essersi risolto con conseguenze serie ma non fatali l’incidente domestico avvenuto giovedì sera a Scandiano in via Martiri della Libertà, nel quartiere artigianale del paese in una palazzina a più piani.

In uno degli appartamenti al primo piano vivono due uomini, un 85enne vedovo e il figlio 60enne, invalido e con grosse difficoltà a camminare e a muoversi autonomamente. Giovedì sera poco prima delle 22 l’anziano genitore è uscito di casa per buttare via alcuni sacchetti della spazzatura nei bidoni lungo la strada, ed è rimasto fuori una manciata di minuti. In quel breve periodo, il figlio ha perso un mozzicone della sigaretta che stava fumando, e la piccola parte incandescente è caduta sul suo letto, incendiando una parte del materasso, composto di tessuto altamente reattivo alle fiamme. Risultato, la casa è stata invasa di fumo, fuoriuscito anche dalla finestra.

L’85enne, che stava rientrando con calma, ha visto le esalazioni provenire dalla propria casa e subito è corso verso l’appartamento per andare a soccorrere il figlio, spaventatissimo. È riuscito a entrare e poi si è caricato il 60enne per tornare fuori, ma durante l’operazione è caduto lungo le scale, ferendosi rotolando giù.

Nel frattempo gli altri abitanti avevano notato il fumo e dato l’allarme, facendo arrivare sul posto i mezzi dei vigili del fuoco e alcune pattuglie dei carabinieri scandianesi assieme al personale sanitario del 118.

Mentre i pompieri hanno isolato abbastanza rapidamente l’origine del piccolo incendio, i medici hanno fornito le prime cure sul posto ai due parenti. Il padre 85enne è stato portato all’ospedale di Scandiano per i traumi riportati durante il capitombolo, ed è stato dimesso ieri mattina dopo una notte di osservazione, con una prognosi di dieci giorni.

Il figlio 60enne, invece, che era rimasto a contatto con le esalazioni inalando parecchio monossido di carbonio, è stato condotto in tutta fretta all’ospedale di Reggio Emilia, dove si trova tutt’ora ricoverato nel reparto di rianimazione, sempre sotto stretto controllo medico.

Non dovrebbero esserci rischi per la vita, ma l’intossicazione può risultare molto pericolosa, anche considerando le sue precarie condizioni di salute, e ci vorrà del tempo per “ripulirlo” dal monossido e per considerare definitivamente risolto il problema.

Giovedì sera, intanto, la casa è stata subito ispezionata dai vigili del fuoco e giudicata immediatamente agibile: non ci sono stati danni alle strutture portanti né ai muri o agli impianti elettrici e del gas, e quindi non vi sono nuovi pericoli per gli abitanti né per i residenti degli altri appartamenti del condominio, tutti ovviamente molto spaventati durante le ore dell’emergenza, così come i vicini che hanno visto arrivare un piccolo mare di sirene e lampeggianti durante una tranquilla serata infrasettimanale. (adr.ar.)

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