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«Park Vittoria, i box sono tutti ipotecati dalle banche»

«Park Vittoria, i box sono tutti ipotecati dalle banche»

Guatteri (M5s) e Bellentani (Lista Magenta): «Chiarezza sui conti delle società del project financing e sui strani intrecci con le coop»

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REGGIO EMILIA. Disponibilità liquide da parte di Final Spa al 31 dicembre 2014 pari a 157 euro. E un finanziamento bancario a Reggio Emilia Parcheggi (Rep) di 7,5 milioni, con un mutuo che prevede un’ipoteca di primo grado sulla proprietà superficiaria di tutti 247 parcheggi. Giudicato dai suoi promotori del tutto sostenibile, per i consiglieri comunali Alessandra Guatteri (M5s) e Cesare Bellentani (lista civica magenta) il Park Vittoria avrebbe invece piedi d’argilla.

E nei confronti del discusso parcheggio interrato sferrano un nuovo attacco, mettendo nel mirino ancora una volta i conti delle società impegnate nel project financing. «Non è accanimento, ma desiderio di fare chiarezza», attaccano i due consiglieri, accusando nello stesso tempo di poca trasparenza il Comune.

«Quando facciamo le interrogazioni possiamo già prevedere la risposta – aggiungono – sono vicende che riguardano imprese private. Questa è la risposta del Responsabile unico del Procedimento alla nostra interrogazione del 28 settembre. Peccato che il Comune dovrebbe essere interessato: è il più grande cantiere nel cuore della città, con tutte le implicazioni del caso».

Nell’ultima interrogazione, veniva chiesto il bilancio Final. «Ci è stato scritto che non ci veniva dato perché pubblico e disponibile da tempo. Non è vero: il 22 ottobre, tre giorni dopo questa risposta, non era disponibile. Inoltre non ci vengono forniti i dettagli richiesti circa i debiti di Rep verso Final e sulle immobilizzazioni immateriali che, ricordiamo, contengono i costi per la realizzazione del parcheggio». Una situazione che per i consiglieri deriverebbe dal fatto che il Comune non è socio di Reggio Emilia Parcheggi (Rep).

«Ciò sorprende – aggiungono – all’articolo 24 della Convenzione 2011 si specifica che in caso di decadenza anche per ammissione di Rep a procedure concorsuali, ipotesi da scongiurare, il Comune dovrà rimborsare a Rep il valore delle opere realizzate più gli oneri accessori al netto degli ammortamenti, e cioè esattamente le immobilizzazioni di cui chiediamo conto. Tale valore dovrebbe aggirarsi sui 4,5 milioni: il Comune non dovrebbe essere disinteressato. Certo non lo sono i cittadini, che in tale sciagurata ipotesi dovrebbero pagare».

Ma è sui conti delle società che si concentrano Guatteri e Bellentani: «Un pool di banche composta da Bper, Iccrea Banca Impresa, Banco Emiliano Credito Cooperativo ha erogato un finanziamento a Rep di 7,5 milioni con mutuo ipotecario stipulato il 28 settembre. Ma c’è il rovescio della medaglia. Per la concessione è stata iscritta ipoteca di primo grado sulla proprietà superficiaria di tutti i 247 parcheggi a garanzia di una cifra di 13,5 milioni (7,5 milioni di euro più spese varie e interessi). Peccato che venga espressamente prevista un’integrazione delle ipoteche qualora si deprezzi l’area o qualora i restanti immobili ipotecati non siano sufficienti a coprire il finanziamento».

Per i due consiglieri, l’accordo con le banche è molto stringente. E tirerebbe in ballo anche il contenzioso al Tar tra Comune e Apcoa: «Nello stesso contratto di finanziamento tutti i proventi di Rep (ex Zucchi, box già venduti e da vendere) sono destinati alle banche come rimborso del finanziamento – concludono – che succede se Rep non vende tutti i parcheggi interrati? Che succede ai parcheggi già venduti con contratti preliminari? Che cosa rimarrebbe in mano al Comune qualora Rep dovesse avere sorte non positiva? Ci chiediamo a questo punto se si tratti davvero di faccende che riguardano solo i privati o non coinvolga tutta la cittadinanza».

«Strani intrecci. Chiediamo che siano chiariti i rapporti di affari correnti tra i gruppi Final e Coop Consumatori Nordest e le conseguenze, anche indirette, di tali rapporti sulle decisioni assunte dal Comune il 14 giugno 2010 nella “Convenzione notarile per l’affidamento della realizzazione del parcheggio di piazza della vittoria”, ove il 14 giugno 10 il Comune autorizza il subentro di Final nel Raggruppamento Temporaneo di Imprese per la realizzazione del parcheggio, come richiesto l’11 giugno 2010 dalla capogruppo Ccc».

Così Alessandra Guatteri (M5s) e Cesare Bellentani (Lista Magenta) puntano il dito su quella che chiamano «una singolare coincidenze» che orbita nella storia delle società del Park Vittoria, ricostruendo vicende che affondano nel 2002 attorno alla Nuova Navigliaccio, oggi nel gruppo Final. Nella ricostruzione dei consiglieri, la Nuova Navigliaccio compariva nel 2002 nel bilancio del Consorzio cooperative di produzione e lavoro, partecipata al 60% da una società del Gruppo (Real Gest SpA).

«Nel 2004 – aggiungono – Nuova Navigliaccio passava sotto il controllo totale di Ccpl Real Estate srl. Alle nominate società del gruppo Consorzio cooperative di produzione e lavoro subentravano, con la qualifica di “socio unico”, e cioè di titolare dell’intero capitale sociale, Immobiliare Nordest, Pavia parcheggi srl e, infine, con atto del 2013, Final SpA di Palermo.

Oggi Nuova Navigliaccio, Pavia parcheggi, Reggio Emilia Parcheggi e Final Spa hanno in Comune l’amministratore unico (o amministratore delegato) e cioè Filippo Lodetti Alliata». Quanto «alla singolare coincidenza», per i consiglieri riguarda il fatto che «il 14 giugno 2010, e cioè qualche giorno dopo un passaggio di azioni, Final subentrava nel Raggruppamento Temporaneo di imprese cui il Comune affidò definitivamente il project financing per la costruzione del parcheggio, assecondando la richiesta di CCC pervenuta solo 3 giorni prima».

Un giro societario nel quale i consiglieri fanno velati riferimenti anche al primo cittadino, Luca Vecchi, che fino al 2010 – data su cui polemizzano – era nel collegio dei sindaci Coop Consumatori Nordest e Immobiliare Nordest e quindi secondo i consiglieri avrebbe dovuto conoscere le situazioni societarie. All’epoca in cui iniziava la vicenda della Nuova Navigliaccio, il 2002, Vecchi non era tuttavia ancora abilitato alla professione di commercialista, concludendo le sue attività in Nordest senza mai avere a che fare con questa specifica vicenda.

(e.spa.)

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