Parmigiano Reggiano Arrivano i carabinieri salta il doppio assalto
Campegine: i ladri colpiscono ancora al caseificio Codeluppi ma alla latteria Milanello devono abbandonare il bottino
CAMPEGINE. «Avevamo appena cambiato la porta blindata. L’hanno forzata con un trattore rubato e ora ci tocca comprarne un’altra: seimila euro buttati». È lo sfogo di Emanuele Codeluppi: nella notte tra giovedì e ieri – a meno di un mese dall’ultimo furto – i ladri sono tornati nel suo caseificio.
«Non c’è pace – afferma – abbiamo l’allarme, le telecamere, la porta blindata, ma riescono sempre a entrare, rubare e fare danni. Cambieremo il portone ma sono sicuro che torneranno ancora». Questa volta, però, la banda del Parmigiano Reggiano non è riuscita a portare via neanche una forma. «L’allarme è suonato intorno all’1 di notte – racconta – e mio padre e mio fratello sono corsi al caseificio. Vedendoli arrivare, i ladri sono scappati a tutta velocità su un furgone verso Taneto».
Nonostante fossero stati scoperti, tuttavia, i malviventi non hanno abbandonato l’idea di rubare il frutto della fatica altrui, e hanno colpito poco distante dal caseificio Codeluppi. Erano le 2.30 quando i carabinieri di Castelnovo Sotto li hanno trovati nel piazzale del caseificio Milanello: la banda – composta da almeno cinque persone – aveva forzato la porta posteriore del magazzino di stagionatura e aveva già caricato 15 forme sul Ford Transit. All’arrivo dei militari, i ladri hanno abbandonato il furgone e la refurtiva e sono scappati nei campi.
«Dai controlli dei carabinieri – commenta Emanuele Codeluppi – è emerso che il furgone era stato rubato a Fano l’11 novembre. Anche l’altra volta l’automobile usata dai ladri era stata rubata là. Sembra quasi ci sia un collegamento tra Fano e Reggio Emilia».
Quel che è certo, comunque, è che si tratta di una banda ben organizzata. «Prima di venire da noi – racconta Codeluppi – hanno fatto scattare l’allarme della latteria La Grande di Castelnovo Sotto, per depistare i carabinieri e poter agire indisturbati qui a Campegine. Fortunatamente i loro piani sono saltati». La speranza, ora, è che le tracce trovate sul furgone rubato possano servire a identificare i responsabili dei tentati furti.
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