Aggredisce un collega con un cacciavite dopo una lite
Casalgrande: grave episodio nel capannone di un'azienda di Sant'Antonino. Un 40enne, ferito al collo, rischia la paralisi ed è ricoverato in Rianimazione all'ospedale di Baggiovara, arrestato dai carabinieri l’aggressore 50enne.
CASALGRANDE. Un cacciavite ficcato in testa durante una lite, un danno neurologico grave. E ora un 40enne di origini marocchine residente a Sassuolo, Adil Derbajar, rischia di rimanere paralizzato alle gambe. Potrebbe avere conseguenze devastanti il litigio avvenuto alle 9.30 in un capannone della Mega Service, al numero 248 di via Canale a Sant’Antonino, che ha visto protagonisti due operai della società cooperativa che si occupa di lavori di meccanica generale.
Un 50enne residente a Casalgrande, anche lui nato in Marocco, e un 40enne di Sassuolo si sono messi a discutere duramente per un’incomprensione sull’uso degli utensili per lavorare e saldare i materiali. Non era la prima tensione fra i due, e le vecchie ruggini hanno acceso ulteriormente gli animi, portando a rinfacciarsi vecchi, presunti torti o problemi. I dettagli in questo senso non sono ancora chiari, ma è invece sin troppo evidente il risultato.
Il 50enne, in uno scatto di rabbia, mentre il connazionale cercava di fuggire verso un altro capannone della zona artigianale di Sant’Antonino, lo ha inseguito e colpito alla testa con il cacciavite che aveva in mano, piantandoglielo nella nuca. Gli operai che si trovavano al capannone al civico 256 di via Canale, appena visto cosa fosse successo, hanno chiamato il 118 e cercato di soccorrere il 40enne, caduto a terra dopo la ferita.
A Sant’Antonino sono arrivati il personale medico e i carabinieri della stazione di Casalgrande. Il 40enne è stato portato in tutta fretta all’ospedale di Baggiovara di Modena, attrezzato anche per questo genere di emergenze, e tutt’ora è in rianimazione, sotto costante controllo medico.
Ora il 50enne è in carcere a Reggio Emilia. I carabinieri, appena arrivati nel capannone di Sant’Antonino, si sono fatti raccontare l’accaduto e hanno subito fermato l’uomo, portandolo in caserma per formalizzare l’arresto con l’accusa di lesioni gravissime e poi condurlo alla prigione reggiana, dove rimarrà in attesa dell’udienza di convalida.
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