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l’arresto

Si finge un altro per riscuotere un rimborso Iva

REGGIO EMILIA. Si è presentato all’ufficio postale del centro commerciale Meridiana per riscuotere un rimborso Iva. Solo che non era lui il titolare di quel credito, ma un altro: per riuscire a...

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REGGIO EMILIA. Si è presentato all’ufficio postale del centro commerciale Meridiana per riscuotere un rimborso Iva. Solo che non era lui il titolare di quel credito, ma un altro: per riuscire a incassare avrebbe mostrato un documento di identità con la sua fotografia, sopra però a un altro nome.

Un escamotage però scoperto dalla polizia che lo ha arrestato per possesso di documenti falsi e truffa aggravata.

L’episodio risale a giovedì mattina, quando le Volanti hanno notato due soggetti aggirarsi con fare sospetto nel parcheggio del centro commerciale Meriadiana che alla vista della pattuglia hanno cercato di nascondersi. Nè è scattato un breve inseguimento, ma la fuga di uno dei due è finita presto nelle mani della polizia, mentre l’uomo che era con lui è riuscito a scappare.

Quando gli agenti hanno chiesto spiegazioni, e documenti, hanno avuto in cambio una carta di identità dove la foto effettivamente corrispondeva all’uomo fermato, ma si vedeva chiaramente che il documento non era vero. Sono scattati accertamenti direttamente in via Dante.

Negli uffici della questura la vera identità dell’uomo è emersa: si tratta di Prospero Medici, 27 anni, residente a Napoli.

In tasca aveva la ricevuta della riscossione e 355 euro in contanti.

E’ emerso che la persona per la quale si è spacciato, un napoletano, era effettivamente titolare di quel titolo di riscossione.

Ora gli accertamenti proseguiranno per capire in che modo il 27enne sia venuto in possesso di quel titolo e se questo sia effettivamente regolare.

Ma intanto, per Medici sono scattate le manette.

La polizia ha anche scoperto che il giovane non è nuovo a episodi del genere, ma che già nel 2014 era finito in una situazione simile a Ercolano, in provincia di Napoli.

La polizia dà la caccia ai complici, probabilmente due stando alle testimonianze dell’ufficio postale. Episodi del genere, fa sapere la polizia, sono in aumento.

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