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«Bretella? Se ne parlerà in un’altra sede»

«Bretella? Se ne parlerà in un’altra sede»

L’argomento più scottante non si tocca. L’assessore: «È un tema che riguarda tutta la città»

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REGGIO EMILIA. Voglia di migliorare la qualità di vita nel proprio quartiere. Coraggio nel presentare proposte e idee personali. Umiltà nell’ascoltare e accettare anche quelle degli altri. Spirito di sacrificio e desiderio di impegnarsi. Questa l’aria che si respirava ieri mattina al circolo Arci di via Sant’Ambrogio a Rivalta. Unici momenti di fronte aggrottata e sguardi perplessi quando Valeria Montanari, assessore alla Partecipazione e cura dei quartieri, ha chiesto di non uscire dall’ambito di competenza del laboratorio. E quindi, per esempio, di non parlare della famosa – quanto discussa – bretella di Rivalta. «Non possiamo parlarne qui – ha spiegato – si tratta di un intervento che riguarda tutta la città, e soprattutto necessita di un investimento consistente. Come nell’incontro di Cella-Gaida-Cadè non si è parlato della tangenziale nord, così oggi non si parlerà della bretella. Il laboratorio di cittadinanza è pensato per affrontare problematiche e temi più specifici, più localizzati». «Quindi – è intervenuto un cittadino – non potremo parlare di problemi nel complesso, in modo trasversale, ma solo concentrarci sul piccolo? Credo bisognerebbe affrontare i problemi con più ampio respiro». «Strade, anziani, servizi sono beni comuni – gli ha fatto eco, con toni più aggressivi e accesi, un altro – e interessano a tutti. Non possiamo spezzettarli nei quartieri. La società è un fatto organico. Mi sembra di assistere a uno sforzo enorme per poi poter portare a casa solo un topolino».

«Quando l’amministrazione comunale dovrà occuparsi della bretella – ha risposto l’assessore Montanari – sarete coinvolti e potrete partecipare. Quello che stiamo facendo qui oggi, però, è qualcosa di diverso. Mentre nelle riunioni e negli incontri tradizionali solo in pochi hanno il coraggio di intervenire e tanti si sfogano soltanto, senza portare a casa nulla se non una frustrazione maggiore, con il laboratorio di cittadinanza noi diamo a tutti la possibilità di parlare, partecipare concretamente, avanzare proposte personali e metterci del proprio. Non so se questa nuova modalità di comunicazione attiva e responsabile tra Comune cittadini funzionerà – ha concluso – so solo che è giusto sperimentare nuove strade. E finora ho visto che, al termine di ogni laboratorio, i cittadini sono sempre andati a casa soddisfatti». (m.r.)

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