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«Per partorire non andrei assolutamente a Reggio»

«Per partorire non andrei assolutamente a Reggio»

Castelnovo Monti, tre mamme che hanno dato alla luce i loro figli al Sant’Anna «Qui ci siamo sentite in famiglia, là soltanto dei numeri e sarebbe scomodo»

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CASTELNOVO MONTI. «L’ostetricia è un reparto straordinario. Se potremo continuare a scegliere non andremo mai a Reggio a partorire. Là sei solo un numero, qui ci si sente in famiglia». Così alcune mamme hanno voluto segnalarci ed evidenziare il rapporto estremamente positivo che hanno avuto con il punto nascite dell’Ospedale Sant’Anna, da mesi al centro del dibattito per le prospettive fosche che ne circondano il futuro.

Benedetta Baroni, Elisa Maroni e Alessandra Montipò sono tre giovani mamme che hanno chiesto di parlare alla Gazzetta proprio per questo. Elisa ha partorito a Castelnovo a fine maggio scorso: «Mi sono sentita sempre seguita con attenzione e grande competenza, per tutto il percorso della gravidanza ed anche nei giorni del parto al Sant’Anna, quando mi hanno assistito giorno e notte. Ho visto una grande professionalità nel personale medico, nelle ostetriche, e nelle infermiere, nonostante nei medici ci fosse un turnover per cui ne ho incontrati diversi, sono stati tutti encomiabili, e le ostetriche un vero punto di riferimento. Le ipotesi che vengono avanzate rispetto alla possibile chiusura indicano il mantenimento di un reparto che seguirebbe la gravidanza, ma poi il trasferimento a Reggio nella settimana antecedente il termine. Credo che sarebbe una opzione disagevole ed anche destabilizzante per le donne che sarebbero seguite per nove mesi dallo staff di Castelnovo e si troverebbero poi catapultate in una dimensione completamente diversa nei giorni più importanti. A Reggio in strutture dove peraltro non sei che un numero in mezzo a tanti, qui invece ti senti quasi in famiglia. Senza contare i disagi di essere lontano da casa, soprattutto per chi magari risiede in paesi del crinale».

Aggiunge Benedetta Baroni, che a Castelnovo ha partorito in aprile: «Personalmente ho avuto la stessa ostetrica al corso preparto e poi ad assistermi il giorno del parto stesso, ed è stata un appoggio importantissimo per me. Togliere questo tipo di assistenza con qualcuno che hai avuto modo di conoscere proprio nella settimana del parto sarebbe davvero pesante, senza contare che la settimana prima del termine non si conclude per forza con il parto, che può avvenire anche 10 giorni dopo il termine, un soggiorno molto lungo lontano da casa in una situazione psicologica, quella di una prossima neomamma, già di per sé difficile».

Aggiunge Alessandra Montipò, che al punto nascite del Sant’Anna ha partorito il 2 agosto: «L’esperienza in reparto è stata davvero bellissima, a Reggio se potessi scegliere non vorrei andare, piuttosto sceglierò un altro ospedale più piccolo se non ci sarà più il punto nascite qui. Solo per fare un esempio, la prima notte dopo il parto una infermiera è stata con me delle ore a spiegarmi come allattare mia figlia. Aggiungo anche che ero entrata al Sant’Anna per una semplice visita di controllo e hanno visto che era meglio anticipare i tempi del parto, quindi mi hanno ricoverato, e poi è andato tutto bene, ma questa attenzione che ho trovato qui non so se la troverei in una struttura che deve seguire tanti parti tutti i giorni. Il personale è splendido e professionalmente preparatissimo». (l.t.)

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