Gazzetta di Reggio

Reggio

Dame e cavalieri in duomo tra mantelli e preghiere

di Luigi Vinceti
Dame e cavalieri in duomo tra mantelli e preghiere

Per la prima volta l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro nella nostra città per festeggiare la patrona: un lungo corteo ha sfilato tra la curiosità dei reggiani

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REGGIO EMILIA. Spettacolare cerimonia religiosa, ieri mattina, in cattedrale. Oltre duecento dame e cavalieri dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro della luogotenenza dell’Italia Settentrionale (Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia) si sono riuniti, per la prima volta nella nostra città, in occasione della festa della patrona vergine Maria, regina della Palestina e della Pace. Un lungo corteo, preceduto dal labaro, aperto dalle dame in completo abito di pizzi nero e formato dai cavalieri che indossavano un lungo mantello bianco, ha sfilato fra la curiosità dei presenti dal Vescovado a piazza Prampolini per entrare in chiesa dal lato del Broletto poiché le porte principali del tempio sono chiuse da un cantiere di restauro.

A fare gli onori di casa il delegato della sezione reggiana, avvocato Franco Mazza, che non ha celato la propria soddisfazione per la scelta di Reggio Emilia. «Un riconoscimento - ha annotato - per la quantità e la qualità delle opere di bene e di carità fatte da questa città».

Accanto a lui molti volti noti, dagli avvocati Sica e Bertolani a docenti e dirigenti come Luigi Grasselli,Giuliano Bagnoli, Ilario Pagani, Rodolfo Bellentani, Marco Masini, Giuseppe Albertini, Riccardo Simonini, Fabrizio Sevardi, Vittorio Corradi, Gianni Degola, Silvano Menozzi, Marcello Bonferroni, Giuliano Tagliavini. La delegazione reggiana è in effetti composta da una trentina di rappresentanti ai quali sta per unirsi il nostro concittadino professor Alessio Pedrazzini primario del policlinico di Parma. Conta invece già nelle sue fila il vescovo di Reggio monsignor Massimo Camisasca che ieri però era forzatamente assente per una sciatalgia.

A presiedere la liturgia è stato il gran priore della luogotenenza dell’Italia settentrionale, monsignor Oscar Cantoni vescovo di Crema, accompagnato da monsignor Gianfranco Gazzotti, mentre il generale Silverio Vecchio ha concluso la funzione con la lettura di una particolare preghiera. In apertura di cerimonia è stata presentata una pur sintetica illustrazione delle origini dell’Ordine che risale alla prima Crociata, dopo la liberazione del Santo Sepolcro, e il cui compito resta quello della tutela e della protezione di quell’angolo particolare di Terra Santa. Oltre alla folla di fedeli che ha riempito le navate della cattedrale numerose autorità locali hanno preso parte alla funzione religiosa. Fra i convenuti il prefetto Raffaele Ruberto, l‘assessore comunale Natalia Maramotti, i comandanti dei Carabinieri Antonino Buda e della Guardia di Finanza Ippazio Bleve, i presidenti di Assindustria Mauro Severi, della Manodori Gianni Borghi, del Rotary Riccardo Zucco, il cavaliere del lavoro Renato Brevini ed altri illustri concittadini.

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