Reggio Emilia, il gruppo Landi prevede 89 licenziamenti
Terapia d'urto per risollevare le aziende della mobilità sostenibile. Duro affondo della Fim-Cisl: «La Fiom ripudia il Jobs act ma poi lo applica nonostante la solidarietà»
REGGIO EMILIA I prezzi ai minimi hanno reso il petrolio estremamente concorrenziale rispetto alle fonti alternative come metano e gpl. Fattori che, è ormai noto,hanno portato il gruppo Landi Renzo ad aumentare la perdita di bilancio, che nei primi 9 mesi del 2015 ha superato gli 11 milioni di euro, rispetto al rosso di 330 mila euro relativo ai primi nove mesi del 2014.
Motivazioni sufficienti per il presidente della Camera di commercio ed ex numero uno di Unindustria, Stefano Landi, per aprire una procedura di mobilità inviata ai sindacati venerdì 6 novembre. Parliamo di 89 licenziamenti che riguardano 70 lavoratori alla Landi Renzo e 19 nella controllata AEB.
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Si tratta di un quinto della forza lavoro dell’azienda. Una pratica in mano alla Fiom Cgil di Reggio, che ha poi dato vita agli incontri. «In questi giorni Fiom e azienda hanno deciso di sottoscrivere un accordo che può mettere in mobilità fino a 89 dipendenti senza, a nostro avviso, i necessari passaggi negoziali» è l’affondo della Fim Cisl, che avverte: «Dopo averlo pubblicamente osteggiato, la Fiom applica il Jobs act».
Un’accusa mossa alle «tute blu» reggiane della Cgil, che il 21 novembre scenderanno in piazza a Roma per il rinnovo del contratto collettivo, portata a segno proprio ieri dai «colleghi» della Fim Cisl dell’Emilia Centrale, nello stesso giorno dello svolgimento dei direttivi delle Fiom regionali a Reggio. In particolare, sostiene dalla segreteria della Fim, Giorgio Uriti, la Fiom avrebbe siglato nelle due aziende in cui è applicato il contratto di solidarietà per tutti i 430 dipendenti, un accordo che può prevedere fino a 89 licenziamenti.
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«Per la prima volta sul territorio regionale - spiega Uriti - la Fiom sta applicando le nuove norme sul Jobs act, che prevedono che all'interno del contratto di solidarietà possa essere aperta una procedura di mobilità». Dunque «se a parole viene osteggiata la riforma del diritto del lavoro, come ad esempio nelle manifestazioni svoltesi a Roma in ottobre, nei fatti la Fiom risulta la prima organizzazione sindacale ad applicarlo».
Questo, prosegue Uriti, «è accaduto al gruppo Landi di Reggio, in contratto di solidarietà dove Fiom e azienda hanno sottoscritto un accordo per i licenziamenti collettivi». La Fim, evidenzia poi Uriti, «ha invece chiesto qual era il piano industriale o come si riposizionava l'azienda a livello italiano ed europeo, quindi il piano per definire gli esuberi con l’uso di tutti gli ammortizzatori possibili».
«Abbiamo quindi deciso di proseguire nella trattativa, chiedendo ed ottenendo un ulteriore incontro per mercoledì 18 novembre al fine di rispondere a tutte le domande a cui l'azienda non ha, ad oggi, dato risposta».
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