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Agazzani trovato morto in casa

Agazzani trovato morto in casa

Lutto nel mondo della cultura. Il noto critico d’arte si è tolto la vita nella sua abitazione di via Farini

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REGGIO EMILIA. Ha detto addio alla vita e alla sua nutrita famiglia fatta di amici ed estimatori. Un addio in silenzio ma con un gesto estremo ed eclatante, compiuto probabilmente nella serata di domenica, nella sua casa al civico 8 di via Farini, dove è stato trovato ieri mattina verso le 9. A fargli visita due amiche che non avevano ricevuto risposta al sms della sera precedente. Ormai erano di casa, loro come tanti altri, soprattutto dopo il grave incidente dello scorso agosto. Figuere amorevoli che formavano un nucleo affettivo, e che andavano a trovare giornalmente Alberto Agazzani, 48 anni, noto critico d'arte reggiano, trovato morto nelle stanze della sua dimora, un appartamento di Palazzo Richetti, in pieno centro storico, suo luogo d’elezione.

Si è tolto la vita gettando nello sconforto chi lo aveva amato ma anche chi, venendo colpito dalle sue polemiche sferzanti, era diventato un suo detrattore. Il 23 luglio scorso, Agazzani era rimasto gravemente ferito in un incidente stradale. Era da poco passata la mezzanotte quando il critico, arrivato a bordo del suo scooter all'altezza del civico 5 di via Settembrini, poco dopo la rotonda di via Davoli, era finito fuori strada, contro il cordolo al margine della carreggiata. Una volta immobilizzato, era stato trasportato d’urgenza all’ospedale Santa Maria Nuova. Qui, confermata la gravità delle sue condizioni, i medici avevano disposto il ricovero nel reparto Rianimazione all'ospedale Maggiore di Parma. Sbalzato sull’asfalto aveva riportato importanti ematomi alla testa.

Da subito, gli amici di tutti i giorni si erano stretti a lui, cercando in tutti i modi di fargli arrivare il loro affetto e la loro vicinanza, nonostante Agazzani fosse in uno stato di coma indotto. E da subito hanno preso in carico i suoi amati gatti, rimasti soli nel suo appartamento cittadino. Poi la risalita, la riabilitazione e il ritorno in società. Fino a domenica, quando il suo telefono è diventato muto. In via Farini sono giunti un’ambulanza e un’automedica ma non c’era più nulla da fare. Verso le 11 sono intervenute le forze dell’ordine e il riconoscimento è stato affidato alla sorella di Agazzani, anche lei residente a Reggio. Gli amici più stretti si sono recati subito all’obitorio di Coviolo, ma la salma è ancora in attesa del nulla osta. «Alberto era troppo per questo mondo - dice Rosa Ruffini con la voce rotta dalle lacrime - Era un uomo che illuminava con la sua presenza. Aveva molti difetti ma anche pregi innegabili che ci hanno riempito l’esistenza». L’ex assessore Mauro Del Bue ha affidato il suo ricordo a un’accorata lettera: «Albe, io posso solo non dimenticarti e sono sicuro che tutti quelli che ti hanno conosciuto sentiranno la tua assenza. Che poi è la sola cosa che il tuo gesto ci comunica. Per questo scrivo, perché tu lo avresti desiderato. Perché so che lo avresti preteso». «Mancherai a tantissimi, Alberto..Mi mancheranno i tuoi eccessi, le tue divertenti stravaganze, le tue pungenti polemiche, le tue acute riflessioni, il tuo savoir vivre, ma soprattutto la tua franca e coinvolgente amicizia» è il messaggio di Paolo Ferraboschi tra le decine postati sul profilo facebook di Agazzani. «Alberto era una persona eccezionale - dice Sandra Campanini, amica dai tempi dell’università al Dams di Bologna - eravamo in tanti a volergli bene. Eravamo la sua famiglia». (e.l.t.)

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