Gazzetta di Reggio

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Muore sei ore dopo lo schianto in auto

di Serena Arbizzi
Muore sei ore dopo lo schianto in auto

Non ce l’ha fatta la 71enne Anna Nanetti: nel 1989 aveva perso un figlio di 18 anni morto anche lui in un incidente

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CADELBOSCO SOPRA. Si è spenta alle 23 di domenica sera, dopo 6 ore di lotta tra la vita e la morte, Anna Nanetti, la 71enne di Cadelbosco Sopra vittima del terribile incidente avvenuto domenica pomeriggio in via Colombo, a Zurco, sulla provinciale 63 che la donna stava percorrendo a bordo della sua Citroen C1. La donna è deceduta all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio a causa delle gravi ferite riportate. Nell’incidente sono rimasti feriti anche tre giovani, tutti di Cadelbosco, che viaggiavano sull’altra auto, una Fiat Grande Punto.

Il tratto in cui la sp 63 prende il nome di via Colombo, attraversando la frazione di Zurco, è teatro di tragedie: circa un mese fa Kevin Brizzi, 20 anni, ha perso la vita a causa di un incidente costato la vita anche al figlio che la fidanzata Greta Bedogni, in auto con lui, portava in grembo. Ora la scomparsa di Anna Nanetti getta nello sconforto una famiglia che già una volta, 26 anni fa, ha dovuto fare i conti con il dolore di un incidente stradale. «Il 3 giugno 1989 mio fratello Luca è morto: aveva solo 18 anni, era a bordo della sua R5, aveva appena conseguito la patente e in quel periodo viveva con mia mamma». A parlare è Marco Ruozzi, 50 anni, figlio di Anna, titolare del Ricamificio Ruozzi a Prato di Correggio: in lui e nella sorella Ines, 48, la scomparsa della mamma ha riacceso il profondo sgomento della morte del fratello, in circostanze analoghe. «Mia madre era nata a Gavassa e attualmente era in pensione. Prima aveva un’attività in proprio, un ricamificio, in via Fenulli a Reggio, dove ha vissuto fino a 10 anni fa – prosegue Marco – poi si era trasferita con l’attività nella zona industriale di Rivalta fino al 1992. Lavorava per il gruppo Bassoli di Carpi, poi la collaborazione cessò a causa del crac di quel grande gruppo. Dal ‘92 ha continuato a lavorare con altri soggetti. Negli ultimi dieci anni ha vissuto in via Federico Fellini a Cadelbosco, da sola in un appartamento».

Prima del terribile incidente che le è costato la vita, Anna aveva pranzato a casa di Marco, a Prato di Correggio. «Stava ritornando a casa dopo essere stata da noi – conferma il figlio –. Io e mia moglie Manetou abbiamo una figlia di 5 anni, Sophie. Mia mamma adorava i suoi nipoti: oltre a Sophie, che molte volte, al sabato, veniva a prendere per stare in sua compagnia, lascia un altro nipote, Edoardo, 25 anni, figlio di mia sorella Ines. Molto addolorato per la scomparsa di mia madre è anche mio padre Gianni. I miei si sono separati tanti anni fa, ma hanno continuato a rispettarsi». E il ricordo di Marco nei confronti della madre è di una persona «disponibilissima, pronta ad aiutare il prossimo, altruista. Aveva tantissime amiche anche a Cadelbosco – conclude il figlio –. Io avevo un ottimo rapporto con lei».

La salma di Anna Nanetti è a disposizione del magistrato, che deciderà se e come predisporre accertamenti. L’auto su cui viaggiava la donna è sottoposta a sequestro, così come la Grande Punto sulla quale si trovavano i tre giovani.

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