Palazzo Rainusso ospiterà ristorante e 17 appartamenti
Rubiera: lavori per mettere in sicurezza edificio e giardino Domanda del Comune alla Cassa depositi per il recupero
RUBIERA. Dare nuova vita a palazzo Rainusso, uno dei simboli rubieresi col suo enorme giardino. Sono ripresi in questi i giorni i lavori per arrivare alla messa in sicurezza e alla riapertura al pubblico del giardino di palazzo Rainusso, il vastissimo complesso da oltre tremila metri quadrati in via Fratelli Cervi, nato come convento nel 1500 e trasformato in palazzo signorile nel 1700, oggi di proprietà comunale.
Lo scorso anno erano stati effettuati, dopo un lungo periodo di pausa, alcuni interventi nel giardino, giusto in tempo per evitare che la nevicata di febbraio provocasse danni seri. Adesso si prosegue e, su indicazione della Soprintendenza ai beni architettonici, «si provvederà anche ad intervenire per preservare le "nicchie" che si affacciano sul giardino, sottoposte a saggi che hanno rilevato come originariamente fossero decorate», racconta il sindaco Emanuele Cavallaro. Saranno risistemati palazzo e giardino, ma poi l’area andrà gestita per evitare che torni il degrado. «Credo sia uno dei posti più belli di Rubiera, che sarà restituito ai cittadini. I quali dovranno però prendersene cura. Si cercano volontari per costruire attività e organizzare le aperture del ritrovato giardino, la prossima primavera», continua il sindaco: «E’ importante che sia vissuto, per evitare di vederlo poi tornare in rovina. I lavori saranno eseguiti nei tempi meteo stagionali opportuni per potature e restauri». Attorno a palazzo Rainusso vi sono diversi progetti. Nei mesi scorsi il Comune ha presentato una domanda alla Cassa depositi e prestiti per il recupero dell’edificio in “social housing”, così da valorizzare il patrimonio pubblico e usare il complesso per residenze “sociali”. La prima scheda inoltrata prevedeva di ricavare 17 appartamenti e un piccolo ristorante; 10 appartamenti sarebbe stati destinati a scopi sociali, con affitti calmierati, gli altri 7 venduti a libero mercato per rendere l’operazione sostenibile da un punto di vista finanziaria.
Il ristorante servirebbe sempre per la questione economica, e anche per animare l’area, garantendo un discreto flusso di persone.
La nevicata di febbraio ha rallentato anche questo percorso, che fra l’altro rappresenterebbe un gradito ritorno al passato. Per decenni, nel ‘900, palazzo Rainusso ha ospitato la farmacia e una serie di appartamenti in cui hanno vissuti molti rubieresi. La storia è, come detto, piuttosto antica: risale alla metà del 1500, quando l’appezzamento accoglie il convento dei frati conventuali della Madonna. Nel 1635 arriva un primo allargamento, con la costruzione del chiostro seguito da altre edificazione. Nel 1768, dopo le soppressioni ecclesiastiche volute da Francesco III, il complesso viene requisito e passa al conte Greppi di Milano, che lo usa come residenza estiva e fa effettuare diversi lavori di ristrutturazione, fra cui le cancellate in ferro battuto realizzate dall’artista modenese Giovan Battista Malagoli. In seguito viene acquistato dal cavalier Rainusso, di cui tutt’ora porta il nome, sino a diventare parte del patrimonio pubblico.
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