Gazzetta di Reggio

Reggio

La città senza barriere disegnata dagli studenti

di Luciano Salsi
La città senza barriere disegnata dagli studenti

Gli studenti dell’Istituto Secchi al lavoro per mettere a punto una mappa Vi sono indicati tutti gli ostacoli che i disabili possono incontrare in centro

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REGGIO EMILIA. La polemica sulle barriere architettoniche non s'è ancora del tutto spenta da quando, due mesi fa, un giovane in carrozzina denunciò l'inerzia del Comune. Ora, però, qualcosa si sta muovendo con la regia di Annalisa Rabitti, che dopo la nomina a presidente delle Farmacie comunali riunite ha a disposizione mezzi più consistenti (600mila euro stanziati dalla Giunta per tre anni) per portare avanti il progetto “Città senza barriere”. Mentre si sta incominciando a livellare il selciato di piazza Prampolini (costo 250mila euro), gli studenti dell'istituto per geometri Secchi si prestano gratuitamente a disegnare una mappa degli ostacoli che i disabili incontrano percorrendo il centro storico e accedendo agli edifici che vi si affacciano. Ventidue ragazzi delle classi quarte sono stati selezionati per compiere le rilevazioni su aree pubbliche e private. Li si è visti all'opera per la prima volta in varie zone dell'esagono lunedì mattina. Muniti di pettorine verdi, divisi in quattro gruppi affiancati da un tecnico, un non vedente e una persona in carrozzina, hanno misurato le altezze dei marciapiedi e degli scalini che delimitano l'ingresso di tanti negozi. La prima fase si concluderà il 3 dicembre. La seconda sarà affidata fino ai primi mesi del 2016 agli studenti di quinta, che trasferiranno on line, su una mappa fornita dal Comune, i rilievi utili a redigere una proposta progettuale. Il progetto è sostenuto, oltre che da Fcr e dall'assessorato comunale al Welfare, dal Centro regionale di informazione sul benessere ambientale e da Unimore.

«Lo scopo - spiega Annalisa Rabitti - è formare i geometri di domani affinchè i nuovi interventi edilizi siano rispettosi delle esigenze dei disabili». L'ingegnere Sesto Friggeri, docente del Secchi e coordinatore del progetto, conferma questa finalità: «Gli aspiranti geometri si stanno attivando per dare concretezza all'articolo 1 della Carta delle persone fragili, di prossima presentazione al presidente della Commissione europea. Resi consapevoli anche dalle esperienze di integrazione attivate a scuola, i ragazzi stanno effettuando i rilievi indispensabili al ripensamento della città».

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