Zucchero, il signore dell'Arena. Ecco tutte le informazioni per i concerti di Verona
Il bluesman di Roncocesi si racconta a 360 gradi, annunciando ospiti internazionali e parlando del suo nuovo album
REGGIO EMILIA. «Se fossi stato in tournée, io non avrei cantato a meno di 24 ore da quello che è successo a Parigi. Avrei cancellato il concerto, o magari posticipato, come hanno i fatto gli U2 e i Coldplay. Io cerco di fare sempre il goliardico, ma non c’è molto da stare allegri stavolta». Lo ha detto Zucchero alla conferenza stampa della presentazione dei suoi dieci concerti all’Arena di Verona, che avverranno nel settembre 2016. In primavera uscirà il suo nuovo disco di inediti, a cinque anni e mezzo dall’album in studio ’Chocabeck’.
Dallo speciale rapporto di Zucchero con la Città di Verona e con il prestigioso anfiteatro veneto nasce l’idea di ripercorrere con 10 straordinari show in Arena i momenti più significativi di una carriera unica (suggellata da oltre 60 milioni di dischi venduti nel mondo), tra le cui pagine spiccano le gemme del capolavoro “Oro incenso e birra”, uno dei dischi più importanti della storia della musica del nostro Paese, nonché uno tra gli album italiani più venduti nel mondo, con oltre otto milioni di copie. I dieci concerti in Arena saranno inoltre l’occasione per presentare live il suo nuovo album, in uscita a maggio 2016 per Universal Music. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12467909:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12467909:1649486060/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Quelli del 16, 17, 18, 20, 21, 23, 24, 25, 27 e 28 settembre saranno gli unici appuntamenti live di Zucchero in Italia per tutto il 2016 e segneranno la prima tappa di un tour che impegnerà l’artista in tutto il mondo. Per questo evento eccezionale il grande bluesman italiano ha scelto proprio l’Arena di Verona, una location speciale che ha ospitato ben sette date sold out del suo “Chocabeck tour” e che lui considera “uno dei più bei posti al mondo per fare musica”.
«Mi perdonerete se ora comincio a sdrammatizzare, ma show must go on - prosegue il cantante - Esibirmi i giorni dopo gli attentati di Parigi sarebbe stato stonato, forse fuori luogo, non solo per la paura, ma per il fatto di non essere nello spirito di cantare e fare della musica che in qualche modo deve anche far divertire, far gioire, far venire in mente buoni sentimenti». In una situazione così drammatica «non me la sarei sentita».
Il bluesman di Roncocesi si è raccontato a 360 gradi, parlando di musica, attualità e progetti futuri. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12467904:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12467904:1649486060/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
OSPITI INTERNAZIONALI. «Nei miei concerti ogni sera avrò un ospite nuovo, italiano o internazionale. Sogno di poter avere come ospite Pavarotti, Joe Cocker, Pino Daniele, Amy Winehouse e Dalla, ma purtroppo non sono più qua con noi. Quindi cercherò di trovare artisti all’altezza di questi nomi. Ma è ancora tutto da vedere e verificare, se sono liberi in quelle date: bisogna vedere la loro disponibilità e la loro voglia». «Parlando seriamente - continua Zucchero -, come ospiti avrei pensato a Sting e Bono, e magari a qualcun altro meno scontato. Mi piacerebbe fare qualcosa di improvvisato: l’altro giorno sono andato a trovare Bono a Torino. Ero in camerino con lui alle 19.30 e lui mi ha chiesto se mi andava di cantare l’ultima canzone dello show insieme, ’I still haven’t found what I m looking for’. Io ho accettato e sono rimasto in camerino a imparare la canzone, per poi farla con lui. Quando sono salito sul palco, dopo aver cantato mi ha lasciato solo, e io sono rimasto lì a terminare la canzone da solo sul palco». Un’altra volta, racconta Zucchero, «Eric Clapton mi chiamò allo stadio di Bologna. Mi disse di andare con lui e cantare insieme sul palco. Io non conoscevo quella canzone, così ho preso il cd per imparare, ma per il ritardo non abbiamo nemmeno fatto un sound check: abbiamo avuto il tempo di fare solo le prove in camerino. Queste sono le cose che vorrei che nascessero spontaneamente, bisognerebbe essere pronti sempre. Non che sia difficile con gli italiani, perché quando ho fatto salire sul palco Jovanotti non riuscivo più a mandarlo via, ma gli italiani forse vanno più in ansia».
I COLLEGHI MUSICISTI. «Difficile pensare a quali bravi cantanti ci siano in questo momento, è un casino. Mi è piaciuta molto la recente rivisitazione di De Gregori, il lavoro che ha fatto su Bob Dylan. Ho apprezzato qualcosa del penultimo album di Avicii, soprattutto la contaminazione tra il country e il moderno. Quando comincia a fare ’tunz-tunz’, però, spengo. Paolo Nutini non mi è dispiaciuto, ci siamo anche incontrati a Lucca. Ora aspetto l’album nuovo di Adele, mi ha preso molto anche il suo singolo». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.11070006:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/03/18/fotogalleria/il-campovolo-si-ripopola-per-italia-loves-emilia-1.11070006]]
IL TERRORISMO. «Dei fatti di Parigi mi ha colpito soprattutto la vigliaccheria di chi ha compiuto gli atti terroristici: hanno attaccato un concerto dove la gente va a divertirsi, non obiettivi militari, ma posti dove la gente non ha nessuna connotazione politica. Il mondo è davvero malato».
I CONCERTI A VERONA. «Nei concerti di settembre ci saranno vecchi brani che hanno caratterizzato i mie album, come ’Il diavolo in mè per esempio, ma darò molto spazio anche all’ultimo album, a quello che ne uscirà. Come feci con i concerti di ’Chocabeck’, dove seguivo la scaletta dell’album. A settembre dovrò vedere se anche il nuovo meriterà di essere cantato per intero».
UN REPERTORIO SCONFINATO. «Mi piacerebbe scoprire anche brani che non canto più da qualche tempo - ha aggiunto Zucchero -. Anche se non frequento Facebook, andrò a leggere cosa scriveranno i miei fan, se mi segnaleranno canzoni che non faccio da tempo, come ’It’s alright’, o ’Scintillè, brani che non sono mai stati singoli. La scaletta cambierà ogni sera, anche se non totalmente: io vado a istinto, mi alzo la mattina e decido quale canzone fare e in che ordine. D’altronde, parte del mio mestiere è cantare quello che ho voglia di cantare quel giorno stesso». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12153662:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/09/25/fotogalleria/buon-compleanno-zucchero-60-anni-di-musica-e-viaggi-1.12153662]]
L'AMORE PER L'ARENA. «Ho deciso di fare dieci concerti tutti all’Arena di Verona perché quando trovi un posto come l’Arena, dove la struttura ha una giusta capacità di persone e ti avvolge, perché ti vedi il pubblico addosso, ti senti a casa. E in più l’Arena ha sempre risposto, a me e ad altri artisti, molto positivamente». Il fatto di esibirsi stabilmente in uno stesso luogo «so che va di moda - continua Zucchero - perché a Las Vegas gli artisti si fermano dei mesi, però questa idea mi frullava in testa già da un pò. Piuttosto che andare a destra o a sinistra, preferisco trovare un posto dove mi sento a casa e fermarmi lì. Non dico che nei prossimi tour in Italia mi esibirò sempre là, ma per ora mi va bene così».
IL MAESTRO GUCCINI. «Guccini ha detto che molta musica è inutile, e con Guccini siamo talmente intimi che quello che dice lui è come se lo avessi detto io. D’altronde, come potrei dargli torto? Uno può peccare di presunzione, ma è vero che ci stanno abituando negli ultimi anni a mangiare grandi panini alla merda. Quindi il gusto del pubblico è talmente abituato a mangiare panini alla merda che se gli metti un pò di cipolla non li mangiano più, perché dicono che poi gli puzza il fiato».
IL RAP. «Alcuni rapper mi piacciono veramente tanto, non tanto per come cantano, perché purtroppo ormai non canta più nessuno, ma perché hanno coraggio di dire le cose in una certa maniera che purtroppo il rock o il pop non dicono più, mentre il blues lo dice ancora. Gli altri sono diventati troppo ’perbeninò. Nella vita bisogna andare contro qualcosa, anche contro un muro. Ce ne sono tante di cose contro cui andare». «Qualche esempio - prosegue il cantante - di cose contro cui andrei contro? Sicuramente la corruzione, l’arroganza che c’è in giro per il mondo, la bruttezza che ci sta avvolgendo, i corrotti, la mafia, la Chiesa, la politica». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12467979:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/11/18/fotogalleria/musica-zucchero-presente-i-concerti-all-arena-di-verona-1.12467979]]
MULTICULTURALE. «Ho sempre cambiato genere musicale, mi piace molto: dopo ’Oro, incenso e birrà ho fatto ’Misererè, un duetto con Pavarotti. Lì il pubblico si era diviso, pensavano che fossi impazzito. Ma poi ha generato il famoso crossover, come Pavarotti&Friends e Bocelli, per esempio. Non riesco a stare fermo in una direzione, a fare sempre lo stesso album ma rinnovato ogni volta». «Chocabeck era un album molto intimo - continua
Zucchero -, anche nelle sonorità era più armonioso e melodico rispetto a quello che sentirete la prossima primavera».
LA FIGLIA IRENE. «Riguardo mia figlia Irene, io e lei abbiamo un tacito accordo: ci siamo detti che lei fa la sua strada con tutte le difficoltà che può incontrare essendo figlia mia, e io resto disponibile solo per qualche consiglio, per dirle se si può migliorare qualcosa nei testi o nella musica. Il mio intervento ora si limita solo a questo, anche perché sono impegnato con l’album». Un figlio «si aiuta se si può - continua Zucchero -, ma lei deve provare da sola: se saranno rose, fioriranno, altrimenti ho una fattoria enorme dove c’è spazio per tutti. Anche se sarebbe un peccato che Irene smettesse, perché se non fosse stata una persona di talento non mi sarei mai sognato di occuparmene». cdt/scp
DIECI DATE. «Sappiamo tutti che non è facile riempire dieci date in un posto solo, però così mi viene la voglia di correre, di vedere quel che succede. A me eccitano le nuove sfide, finché ci sono va tutto bene. Sono il motore per fare meglio, per andare avanti, avere sempre idee nuove e non dare niente per scontato. Questo è quello che mi stimola, la sfida».
TUTTE LE INFORMAZIONI PER I LIVE DI VERONA. In ognuna delle 10 serate Zucchero porterà in scena uno spettacolo unico con la partecipazione di un ospite speciale per ogni appuntamento, regalando così al pubblico la possibilità di vivere un’esperienza inedita e irripetibile. Dal 16 al 28 settembre la città di Verona si trasformerà nella “città di Zucchero” grazie anche a delle iniziative collaterali che mirano a consolidare il rapporto tra l’artista e la Città.
Verrà infatti allestita nei pressi dell’Arena di Verona una mostra interamente dedicata a Zucchero, una retrospettiva per celebrare, attraverso immagini e parole, una tra le carriere più importanti della musica italiana e non solo. Un’occasione per rivivere le numerose tappe e i momenti di successo degli oltre trent’anni di attività del bluesman italiano, dagli esordi fino ai riconoscimenti internazionali. Inoltre, in queste due settimane, le vie del centro saranno animate da alcuni tra i migliori “musicisti di strada” italiani che reinterpreteranno le canzoni del bluesman.
In due delle serate in cui Zucchero non si esibirà (il 19 e 26 settembre) i riflettori sull’Arena di Verona rimarranno accesi. L’essenza di queste due date trova fonte nel desiderio di Zucchero di dare voce alla musica emergente e alle nuove generazioni.
Il 19 Settembre, il palco dell’Arena sarà affidato a Twitter (partner ufficiale dei 10 concerti in Arena), per l’evento speciale chiamato “TwitterArena”, durante il quale si esibiranno gli artisti emergenti che si sono maggiormente distinti sulla nota piattaforma di comunicazione in real-time. Oltre a loro parteciperanno alla serata influencer e personaggi del mondo dello spettacolo, per una grande festa della musica e della rete.
Il 26 Settembre, invece, il palco dell’Arena di Verona sarà a disposizione di uno o più artisti, scelti tra coloro che stanno caratterizzando maggiormente la scena musicale delle giovani proposte, un tributo che Zucchero ha voluto fortemente per dare spazio alla nuova generazione di artisti italiani e internazionali.
Come ricordo di questo evento speciale tutti i fan che acquisteranno un biglietto su www.ticketone.it entro il 31 dicembre 2015 riceveranno una SUGAR CARD, la card memorabilia che, oltre ad essere titolo valido d’ingresso per il concerto, offrirà ai titolari l’opportunità di sconti sui viaggi, gli hotel, i ristoranti e le tantissime attrazioni turistiche offerte dalla città di Verona, oltre a dare accesso a numerosi vantaggi e contenuti extra (per info: www.fepgroup.it).
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