Competitività, la sfida di Reggio a Milano
Uffici e capannoni costano quasi la metà rispetto al capoluogo lombardo: ecco le potenzialità offerte dalla stazione Av
REGGIO EMILIA. Un capannone a Reggio Emilia? Costa in media 690 euro a metro quadro, circa il 25% in meno rispetto alla spesa necessaria a Milano, dove il prezzo si aggira invece sui 925 euro a metro quadrato. Un ufficio? In questo caso i prezzi sono addirittura dimezzati: a Milano il costo medio è di 3.300 euro a metro quadro, mentre a Reggio si ferma a 1.600 euro. E le abitazioni? A Reggio Emilia costano 1.548 euro al metro quadrato, a Milano quasi il triplo: 3.452 euro al metro quadro.
È quanto emerge dalle indiscrezioni sullo studio Nomisma che verrà presentato lunedì alle 15.30, al centro internazionale Malaguzzi, in occasione di “Prossima Fermata: domani”, il convegno nel quale si farà il punto sulle potenzialità della stazione Mediopadana. Fra gli ospiti, il ministro alle Infrastrutture, Graziano Delrio, l’ex premier, Romano Prodi, l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Michele Mario Elia, l’amministratore delegato di Nuovo trasporto viaggiatori, Flavio Cattaneo, e quello di Seci Real estate spa, Giuliano Montagnini.
Nel corso della tavola rotonda verranno analizzati i temi economici e sociali che fanno della stazione Reggio Emilia Av Mediopadana un caso di studio. Un polo di attrazione in piena fase di sviluppo, al servizio anche e soprattutto delle imprese, lungo un asse infrastrutturale che si pone in dialogo e competizione con Milano, alla quale sembra lanciare la sfida e strizzare l’occhio: 550 le aziende presenti nei 3 milioni di metri quadri di Mancasale, fulcro di un intero sistema mediopadano che può contare complessivamente su 150.972 imprese dislocate fra Reggio, Modena e Parma. Eccellenze.
Soprattutto sul fronte enogastronomico, che consentono una produzione di circa 2,5 miliardi di euro in Dop e Igp, prima regione d’Europa, con conseguenze positive sul tasso di disoccupazione: in Italia è pari al 12,7%, a Reggio si ferma al 6,6%. Un bacino che nel primo semestre del 2015 è stato capace di toccare quota 13,7 miliardi di euro in export, con un aumento del + 4,3% rispetto al 2014. E sono proprio i “movimenti in uscita” quelli che caratterizzano di più la stazione Av di Calatrava sul fronte del lavoro. Sui viaggi per lavoro, infatti, le partenze riguardano il 48,5% dell’utenza, contro un 36% che invece usa generalmente la stazione Av come punto di arrivo.
Un numero di viaggiatori in costante aumento. Il motivo? I tempi di percorrenza concessi dall’Av. Qualche esempio? Per raggiungere Torino in auto sono necessari 163 minuti. Con un treno Av, il capoluogo piemontese è raggiungibile in 111 minuti, con una diminuzione del 47%. E Milano? Con l’Av da Reggio si raggiunge in 44 minuti, abbattendo costi di percorrenza che in auto si aggirano sull’ora e mezzo di viaggio.
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