Duomo di Reggio Emilia gremito per l'addio ad Alberto Agazzani
Un cuscino a forma di cuore e formato da rose bianche e l'inseparabile Borsalino sulla bara, tanti i momenti di commozione alla messa officiata dal parroco della Cattedrale don Daniele Casini. Il rito funebre accompagnato dalle note dell'organo suonato dall'amico Renato Negri
REGGIO EMILIA. La bara di legno chiaro è entrata dal portone principale della cattedrale, accompagnata dalle note dell'organo del Duomo, suonato dall'amico e maestro Renato Negri. Ai lati, tantissime persone con gli occhi lucidi, a salutare per l'ultima volta Alberto Agazzani, il critico d'arte che a soli 48 anni si è tolto la vita lunedì nella sua abitazione di via Farini. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12473668:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/11/19/fotogalleria/il-dolore-di-una-citta-intera-per-la-scomparsa-di-agazzani-1.12473668]]
Sulla bara, un cuscino di rose bianche, a forma di cuore e l'inseparabile Borsalino, uno dei tanti tratti distintivi di questa personalità fortissima che per anni ha animato la vita culturale cittadina. Ad officiare il rito funebre il parroco della Cattedrale, don Daniele Casini.
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Ancora attoniti i tanti amici che Alberto, nella sua vita sempre e comunque controcorrente, aveva incontrato: tra le poche spiegazioni che hanno cercato di darsi per la tragedia che si è materializzata lunedì 16 novembre, c'era quella che il quarantottenne si era ormai convinto che non sarebbe più tornato come prima, per via di quel gravissimo incidente che lo aveva visto protagonista nel luglio scorso.
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Quella notte del 23 luglio, tornando a casa in sella al suo scooter, Alberto aveva improvvisamente perso il controllo del mezzo ed era rovinosamente caduto sull'asfalto. Gravissime le lesioni riportate: trasportato d'urgenza al Maggiore di Parma, era rimasto nel reparto di rianimazione per mesi, per poi essere trasferito a Correggio, per la riabilitazione.
Da lì, nelle settimane scorse aveva fatto ritorno a casa, dando l'impressione di voler tornare al più presto quello di prima. Attorno a sè aveva trovato tanti amici. E proprio ad alcuni di loro, lunedì mattina, è toccato scoprire che Alberto si era arresto, decidendo di farla finita.
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