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Ridotto a zero lo scarto delle materie plastiche

di Ginevra Del Bene Errico
Ridotto a zero lo scarto delle materie plastiche

La Cattini di San Martino in Rio vince un bando della Camera di Commercio Allo studio il riutilizzo delle rimanenze nelle operazioni di stampaggio

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SAN MARTINO IN RIO. La Camera di commercio investe nella ricerca e nell'innovazione per quanto riguarda lo stampaggio di materie plastiche e il loro riutilizzo. Quindicimila euro è la cifra affidata all'azienda Cattini, che ha vinto il bando. Il progetto ideato da Cattini è semplice ma innovativo: utilizzare le materie plastiche di scarto, che di solito vengono buttate, dando loro nuova vita. Questo materiale di solito destinato alla discarica, può venir miscelato con quello vergine ed essere riutilizzato per un nuovo ciclo di stampaggio arrivando a una produzione a scarto zero. Quello che vuole dimostrare la Cattini attraverso una serie di test durante la fusione e sui prodotti finiti è che il materiale vergine e quello di riciclo hanno le stesse proprietà, eliminando ogni fondo di produzione.

Come nasce il progetto?

«Nasce dall'esigenza di promuovere un utilizzo completo del materiale di scarto da una produzione – spiega Paolo Cattini, dirigente dell'azienda –. Noi già ci preoccupiamo di questo aspetto dandogli la massima priorità nella fase di progettazione. Purtroppo una piccola parte di avanzo si ha comunque a prescindere dalla progettazione accurata, soprattutto nell'ambito automobilistico e medico. In questi due campi di produzione, il riutilizzo dei prodotti di rifiuto non è percepito come risparmio ma come impiego di un materiale meno affidabile, e quindi non viene sfruttato».

Cosa vi proponete di fare?

«Con questo progetto di ricerca puntiamo a cancellare un pregiudizio, dimostrando che un composto vergine e uno che contiene una percentuale di scarto hanno le stesse caratteristiche. Se non facessimo questa sperimentazione, nessuna azienda di sua iniziativa autorizzerebbe l'utilizzo di questo materiale miscelato, pretendendo sempre quello vergine. Noi ci appoggeremo a istituti esterni per quanto riguarda i test fisici e chimici e dimostreremo che il discostamento delle caratteristiche tra i due tipi di materie è nullo. Noi già lo sappiamo grazie alla nostra esperienza decennale, ma con i dati oggettivi potremmo riciclare i residui abitualmente».

Quali giovamenti avrete?

«Dalla nostra parte avremo l'opportunità di toglierci dall'imbarazzo di materiali da eliminare in discarica a nostre spese o da regalare a clienti con meno vincoli. Inoltre potremo ottimizzare i costi. Ipotizzando di recuperare un 10% del materiale per un ciclo di stampaggio, nel lotto successivo avremo un risparmio sulle spese delle materie prime del 10%. Ci sono infine altri aspetti collaterali. Sviluppando questo stampo particolare per la ricerca, testeremo tecniche alternative di produzione. Un'altra piccola cosa che si va ad aggiungere al progetto principale, ma che ci permette di avere una ricerca d'innovazione completa. Quello che è importante per noi è l'attenzione all'ambiente e al riciclo, ambito in cui ci spendiamo da anni, più che al concetto in sé di risparmio economico».

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