Usura a Reggio: in due anni 40 richieste d’aiuto
Tra le persone che si sono rivolte allo sportello Sos Giustizia anche tanti che accusano le banche di praticare tassi alti
REGGIO EMILIA. E' salito a quaranta il numero delle persone che, prima di essere sommerse dall'usura, hanno trovato la forza di aggrapparsi alla ciambella di salvataggio offerta dallo sportello Sos Giustizia, attivato nel maggio del 2013 (per la prima volta nel Nord Italia, in contemporanea con Catanzaro) dalla Camera di Commercio in collaborazione con l'associazione Libera, il Tribunale e le forze dell'ordine.
«Uno di questi casi - riferisce Carla Menozzi, responsabile del servizio d'ascolto - l'abbiamo accompagnato fino al processo, che s'è concluso con la condanna a quattro anni di carcere inflitta a due usurai. Altre denunce stanno avendo seguito. Tutti coloro che subiscono questo odioso reato possono trovare il nostro aiuto telefonando al numero 0522 796222. Abbiamo ricevuto molte segnalazioni anche da chi accusa le banche di praticare tassi superiori a quelli stabiliti dalla legge, ma ci occupiamo soltanto dei veri e propri delitti commessi da singoli o da associazioni mafiose».
Una piaga simile, che si sta allargando a causa della crisi, è quella del sovraindebitamento. Si tratta di una vera anticamera dell'usura, dato che alcuni cercano di porvi rimedio con il ricorso ai cravattari, trovando chiuse le porte degli istituti di credito.
«Ci capita spesso - spiega Carla Menozzi - di ascoltare gli appelli disperati di chi non riesce più a fare fronte ai debiti contratti. In molti casi sono piccoli imprenditori che cercano di non arrivare al fallimento. Se ne fa carico la fondazione Interesse Uomo, legata a Libera, che ha sede a Potenza, con la quale collaboriamo. Sono in crescita, poi, le persone che rovinano se stesse e le famiglie d'appartenenza con i debiti contratti per il gioco d'azzardo».
L'analisi di questi fenomeni e degli annessi risvolti psico-sociali è stata al centro del seminario "L'Emilia e i nuovi poveri: dal sovraindebitamento all'usura", che s'è tenuto ieri mattina nella sala Grasselli della Camera di Commercio, in piazza della Vittoria.
Don Marcello Cozzi, vicepresidente di Libera e coordinatore nazionale degli sportelli Sos Giustizia, vi ha portato il saluto di don Luigi Ciotti, l'alfiere delle battaglie contro le mafie, che hanno trovato nell'usura una fonte non secondaria di arricchimento. «La lotta contro l'usura - sottolinea don Cozzi - deve essere portata sul versante sociale ed economico. Se ci si limita alla repressione giudiziaria, è una guerra persa. Purtroppo l'usura è vista talora come un male necessario e un ammortizzatore sociale. Le banche dovrebbero tenere conto della crisi e valurare le situazioni caso per caso».
Al convegno è intervenuto anche Manuel Masini, referente reggiano di Libera, che ha trasferito la sede da viale Quattro Novembre, dove vendeva i prodotti di Libera Terra, a via Mantegna, dove coordina le attività svolte nelle scuole e gli incontri finalizzati a sensibilizzare l'opinione pubblica. Hanno partecipato al seminario ventotto studenti di una classe terza del liceo Ariosto-Spallanzani.
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