Furto di Reggiano, solo le forme migliori
Fabbrico: i ladri forzano una porta al caseificio Villa Righi e ne rubano 27 da 24-36 mesi
FABBRICO. Un nuovo furto dal bottino consistente ai danni di produttori di Parmigiano Reggiano: si tratta di un reato diffusissimo su tutta la provincia e ormai nessun caseificio si sente al sicuro. I ladri di “forme” hanno colpito, nella notte fra mercoledì e ieri, il caseificio Villa Righi, con sede legale a Suzzara, nel mantovano, ma con unità locale in via Motta, a Fabbrico, in piena campagna, a qualche chilometro dal centro del paese. Sono 27 le forme portate via dai ladri, del valore di circa 350 euro l’una e del peso, sempre ciascuna, di oltre 30 chili. Probabilmente il bottino avrebbe potuto essere maggiore, se non fosse entrato in azione il secondo allarme che, dalle prime ricostruzioni, pare abbia fatto fuggire la gang, composta da più di una persona.
«I ladri sono arrivati a bordo di un furgone Fiat bianco, attraverso un viottolo laterale di via Motta, che si chiama via Bottona e hanno parcheggiato sul lato posteriore dell’edificio per caricare più comodamente le “forme” – spiega Massimo M., responsabile di produzione – Erano quasi le 3.20 della notte fra mercoledì e ieri. I banditi sono arrivati dalla campagna, non dalla strada principale, probabilmente per lasciare meno tracce possibile. Prima, hanno spaccato il lucchetto del cancello all’esterno del viottolo. Poi si sono avventati sull’ingresso posizionato sul retro del caseificio. Hanno agito con un piede di porco, da quanto sembra dai filmati della videosorveglianza. Inizialmente hanno scardinato la porta a cancello, poi hanno rotto la porta intera e sono riusciti ad entrare, iniziando a caricare le forme sul furgone dal magazzino. Hanno portato via 27 forme, con una stagionatura tra i 24 e i 36 mesi, del valore di 350 euro l’una. Erano state prodotte per il nostro spaccio che però adesso non c’è più. I ladri, almeno tre, hanno fatto scattare l’allarme del salatoio, ma hanno proseguito la loro azione indisturbati. Poi, è entrato in funzione anche l’allarme del magazzino e, forse, questo aspetto li ha scoraggiati dal proseguire, mettendoli in fuga».
Massimo abita a Fabbrico, a circa un chilometro dal caseificio, e appena la vigilanza l’ha avvertito dell’allarme scattato a Villa Righi, si è precipitato in via Motta. «Li ho mancati per un minuto – racconta il responsabile di produzione – sono piombato quì subito, quando la vigilanza mi ha allertato. I ladri sono scappati attraverso via Bottona, lo stesso viottolo usato per avvicinarsi. Per fortuna siamo assicurati».
Il caseificio aveva già subìto un furto, ma durante la passata gestione. «Questo, invece, per noi è il primo furto» – conclude Massimo. Oltre al bottino, tuttavia, i ladri hanno provocato danni anche alla struttura, alla porta manomessa per entrare: danni riparati nella mattinata di ieri. Della vicenda si occupano i carabinieri di Fabbrico che hanno avviato le indagini a carico di ignoti per il reato di furto aggravato. (s.a.)
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