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Scuola, paese diviso in due sulla “Rodari”

di Martina Riccò
Scuola, paese diviso in due sulla “Rodari”

Due tesi a Cavriago: ristrutturare o ricostruire ex novo. E in consiglio comunale si riflette la spaccatura

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CAVRIAGO. Ristrutturare o costruire ex novo? Il futuro della scuola Rodari spacca in due il paese: da una parte l’amministrazione comunale, tesa all’intervento meno costoso, visto i tempi di crisi, dall’altra genitori, insegnanti e opposizioni. «Pensiamo ai bambini: andranno a scuola volentieri se saranno chiusi in piccole aule buie e non avranno un cortile in cui fare ricreazione e giocare all’aperto?». Se lo chiede Gianluca De Prezzo, genitore di un bimbo di 4 anni e presidente del consiglio d’istituto della scuola d’infanzia “I Tigli”. Ma questa domanda è solo la punta dell’iceberg di un ragionamento più complesso, sviluppato durante l’anno e mezzo in cui – insieme ai rappresentanti dei genitori di tutte le scuole di Cavriago, le maestre, la preside dell’istituto comprensivo e i rappresentanti dei gruppi del consiglio comunale – ha partecipato al Forum Scuola. «Inutilmente», aggiunge lapidario.

L’amministrazione comunale aveva deciso di avviare questo percorso partecipato per dare alle minoranze (“Cavriago città aperta” e Movimento 5 stelle) e ai cittadini la possibilità di dimostrare l’utilità di una nuova scuola, «ma pochi giorni fa – spiega De Prezzo – il sindaco ha dichiarato di aver già deciso per la ristrutturazione della scuola elementare Rodari».

«Il Forum è stato concluso – si difende il primo cittadino Paolo Burani – e ognuno è rimasto delle sue idee. Allora abbiamo deciso di procedere con la ristrutturazione, la scelta più saggia. Costruire una nuova scuola significa spendere 4 milioni di euro, senza considerare che bisognerà dotarla di palestra e parcheggi, mentre per ristrutturare la Rodari ne basteranno due, interamente finanziati attraverso le dotazioni territoriali da privati. Tradotto: il Comune non pagherà un euro».

Ma la motivazione economica fornita dal sindaco non basta a convincere lo zoccolo duro di genitori, insegnanti e opposizioni. «L’edificio che attualmente ospita le classi della Rodari – spiega De Prezzo – risale al 1912 ed era una fabbrica. Il progetto di ristrutturazione prevede un ampliamento da 46 metri quadrati a 52. Le aule saranno allargate solo di qualche metro e a discapito del cortile. Già adesso i bambini devono fare ricreazione a classi alternate, perché tutti insieme non ci stanno. Dopo?». Ma non è tutto.

«Durante la ristrutturazione – aggiunge – i bambini saranno trasferiti o nella vecchia sede della scuola d’infanzia “I Tigli”, che però già dallo scorso anno avrebbe dovuto essere ristrutturata per ospitare la mensa della scuola elementare De Amicis, o nella vecchia sede del municipio, quattro misere stanzine, buie e malandate, e senza spazio all’aperto. Quindi, in pratica, queste sistemazioni provvisorie dovranno essere ristrutturate per accogliere i bambini poi, al termine della ristrutturazione della Rodari, andranno riconvertite. Ha senso?» «Noi – conclude – siamo sicuri che costruire una nuova scuola attraverso un’asta pubblica, e non con dotazione territoriali, magari optando per un prefabbricato, costi meno dei due milioni necessari per la ristrutturazione della Rodari».

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