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Terzo furto alle Poste di via Piccard

Terzo furto alle Poste di via Piccard

I ladri, ancora una volta, sono entrati nell’unica fascia orari in cui gli uffici restano deserti: hanno portato via denaro

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REGGIO EMILIA. Terzo colpo nel giro di 9 mesi al Centro Operativo Postale di via Piccard. Non c’è pace, dunque, per la centrale di smistamento della posta reggiana. Dove i ladri evidentemente sanno bene a che ora colpire e come colpire, senza essere scoperti. Stavolta nel bottino c’è del denaro: circa 2mila euro presi da un armadio blindato.

L’assalto è avvenuto tra le 20.30 e mezzanotte e mezzo. E’ quella del resto l’unica fascia oraria in cui gli uffici si vuotano, per tornare a lavorare a pieno ritmo intorno all’una di notte.

I ladri sono entrati forzando una finestra del primo piano. Quindi hanno manomesso una porta e quindi hanno raggiunto un ufficio in cui è presente un armando blindato. Ne hanno forzato le cassette di sicurezza, portando via il denaro.

Alla luce di questa scoperta, dall’ufficio non hanno potuto fare altro che chiamare il 113 e chiedere l’intervento della polizia. Gli agenti hanno effettuato un sopralluogo e fatto partire le indagini.

Indagini difficili, perchè l’ufficio non sarebbe dotato di telecamere. E gli elementi sui quali concentrarsi per arrivare a una identità dei ladri sarebbero piuttosto pochi.

Ci sono solo i precedenti. Il colpo della notte tra mercoledì e ieri, infatti, non è il primo.

Tra il 17 e il 18 febbraio scorso, il Cpo di via Piccard era stato visitato una prima volta. Un colpo ben congegnato, andato a segno anche in quell’occasione grazie alla conoscenza degli orari di apertura della sede, dei turni di lavoro e dell'ubicazione degli uffici e dei depositi. In quell’occasione, erano spariti centinaia di plichi. Si trattava di raccomandate, atti giudiziari e francobolli diretti agli uffici postali. L’episodio indusse le Poste ad aprire un’indagine interna per fare chiarezza.

Pochi giorni dopo, all’inizio di marzo, una nuova sgradita visita al Centro postale operativo. I ladri ancora una volta avevano atteso la chiusura degli uffici, intorno alle 20.30. Poi avevano scassinato la porta anti-panico e avevano rotto un'altra porta interna. L’obiettivo dei malviventi era l'ufficio “assicurate”, dove passa roba di valore, in genere anche soldi e carte di credito. Da lì, i malviventi erano scesi al piano inferiore, continuando a rovistare fra sacchi, carte e buste, prima di dileguarsi.

L’ipotesi al vaglio degli investigatori, ora, è che ad agire possa essere stata la stessa banda. Che senza un rafforzamento delle misure di sicurezza, non ha fatto fatica ad andare nuovamente a segno. (el.pe)

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