Gazzetta di Reggio

Reggio

Obiettivi centrati per Officucina: Barilla si fa avanti

di Luigi Vinceti
Obiettivi centrati per Officucina: Barilla si fa avanti

Food Innovation Program, ieri la cerimonia conclusiva Due dei progetti “opzionati” dal colosso alimentare

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «Nel 2050 al mondo ci saranno 9 miliardi di persone: serviranno buone pratiche agricole per dare da mangiare a tutti; dovremo imparare ad occuparci di cibo sano, sicuro, sufficiente. La Carta di Expo ha lanciato un messaggio per il futuro ed esperienze formative come la vostra meritano il massimo sostegno». E’ la sintesi del messaggio inviato dal ministro Maurizio Martina alla cerimonia conclusiva della prima edizione del Food Innovation Program promosso da Unimore nel cuore della nostra città. Un riconoscimento per il contributo di questa singolare iniziativa universitaria proiettata all’innovazione dell’imprenditoria alimentare, alla formazione dei giovani ed al sostegno di chi progetta nuove start up nel settore. Dunque tutti centrati gli obiettivi di Officucina che dall’inizio di marzo ha coinvolto 20 studenti provenienti da 11 nazioni (fra cui Argentina, Brasile, Congo, Zimbawe). I risultati emersi sono di straordinario interesse.

Numerosi i progetti realizzati dagli studenti divisi in diversi gruppi di lavoro. A partire dai due progetti che hanno fatto “gola” alla Barilla al punto che il colosso dell’industria alimentare ne ha chiesto l’embargo in attesa di valutare se brevettarli ed eventualmente commercializzarli. Ma anche i progetti restanti sono destinati a dar vita a nuove innovative proposte imprenditoriali.

L’Officucina reggiana ha aperto quindi orizzonti vitali ed è già in embrione un analogo master che nella food valley emiliana potrà trovare vita e successo. La prima edizione è stata garantita dall’Università di Modena e Reggio, dall’accademia americana di Palo Alto, dal Future Food Institute di Bologna, dal nostro Comune e dalla Regione, da Expo Milano, Confindustria Emilia Romagna, Federalimentare e Legacoop nonché dalla Fondazione Manodori e da partner come Barilla, Alce Nero, Caab e WikiExpo, Castelli, Palm design, Angelo Po. Comprensibile la soddisfazione degli organizzatori, dal direttore del master Matteo Vignoli, ai suoi più stretti collaboratori come il direttore di Fab Lab e ideatore di Officucina Francesco Bombardi, a Sara Roversi, a tutto il team che ha sviluppato il programma.

«Un lavoro fatto in equipe – ha detto il professor Vignoli – con la cooperazione di aziende e studiosi, incentrato sulla innovazione tecnica».. Nel laboratorio reggiano sono stati utilizzati metodi e strumenti d’avanguardia come il Lasercat (taglia oggetti a calore), impiegati materiali addensanti, adottati complessi sistemi matematici, inserite stampanti 3D, sommate esperienze universali grazie alla partecipazione di studiosi portatori di conoscenze alimentari diverse frutto anche di missioni svolte in Italia, Europa, in Cina ed in America. La parola “fine” di Officucina è stata pronunciata nella Sala dei Marmi dei Musei gremita di autorità, studenti e studiosi. In apertura i saluti e gli apprezzamenti di Gianni Verzellesi vice direttore dell’Ismi, di Palma Costa a nome della Regione, dell’assessore comunale Serena Foracchia. Prima di una splendida lezione sul design di Jonathan Edelman docente della Royal College of Art di Londra. Per finire con l’illustrazione dei temi e delle tecnologie impiegate per analizzare “Il presente e il futuro dell’innovazione del cibo”.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google