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Ostetricia, la speranza la dà il ministro Lorenzin

di Luca Tondelli
Ostetricia, la speranza la dà il ministro Lorenzin

Castelnovo Monti: firmato il decreto che consente di valutare eventuali deroghe Teneggi: «Verso il modello sperimentale». Bini: «Un passo avanti importante»

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CASTELNOVO MONTI. Nelle settimane scorse, nell’ambito dei contatti avvenuti a ripetizione tra Amministratori dell’Appennino reggiano, amministratori provinciali e regionali compreso l’Assessore alla sanità dell’Emilia Romagna Sergio Venturi, il Comitato Salviamo le Cicogne e tutti i soggetti interessati alla salvezza del punto nascite dell’Ospedale Sant’Anna, un concetto che era ricorso spesso era questo: una possibilità di mantenimento dei punti nascite che non raggiungono i 500 parti all’anno doveva arrivare dal Governo, perché era l’unico che potesse incidere sul contenuto dell’accordo Stato – Regioni del 2010. Ora questo spiraglio è arrivato.

Il ministro della salute Beatrice Lorenzin infatti ha firmato nei giorni scorsi il decreto che affida al Comitato percorso nascita nazionale (un comitato di tecnici, che la ministra ha integrato con la dottoressa Maria Vicario, presidente della Federazione dei collegi ostetriche) il compito di esprimere un parere sulle richieste di deroga e mantenimento dei punti nascite specialmente nelle zone montane che non raggiungono i 500 parti.

Tra questi il Sant’Anna, ma anche numerosi altri in tutte le zone montane d’Italia, dal Trentino Alto Adige in giù. Non si tratta di un sì alle deroghe, che in più occasioni Lorenzin ha fermamente bocciato in nome della sicurezza di madri e neonati, ma dell’apertura a possibilità di sperimentazioni che garantiscano la sicurezza di un reparto di ostetricia anche senza raggiungere i numeri, sperimentazione che era proprio la richiesta che nei mesi scorsi era arrivata a gran voce per il Sant’Anna, compresa anche nel documento approvato all’unanimità dall’Assemblea regionale, e raggiungibile ad esempio con percorsi di integrazione con ospedali più grandi (in questo caso il Santa Maria Nuova) e turnazione delle equipe e del personale.

Sul decreto firmato dalla Lorenzin arrivano i primi commenti positivi. Afferma Giovanni Teneggi, direttore di Confcooperative: «Il decreto accoglie le istanze portate avanti dall’integruppo parlamentare per lo sviluppo della montagna. Il decreto ministeriale è la pre-condizione per introdurre anche in Italia modelli sperimentali di erogazione del servizio di ostetricia già esistenti in altre zone montane d’Europa, come Svizzera, Austria o Germania, nei quali lo standard non è legato al numero dei parti per singolo plesso ospedaliero, ma è affidato alla formazione e alla elevata casistica delle equipe mediche ed infermieristiche. È questo il criterio che anche Confcooperative ha fin da subito proposto di considerare alle istituzioni competenti e oggi viene sancito da un provvedimento ministeriale. Attendiamo di vedere il testo per comprendere nel dettaglio quali spazi di lavoro e organizzazione si riaprono per il punto nascita del Sant’Anna. Di certo occorre ora che gli enti e i consiglieri regionali che hanno dichiarato di voler lavorare in questa direzione a tutela del servizio lo facciano subito e anche con gli investimenti eventualmente necessari».

Anche il presidente dell’Unione Appennino reggiano e sindaco di Castelnovo, Enrico Bini, ha commentato: «Mi sembra un importante passo avanti, il nostro impegno aumenterà ancora per salvaguardare un servizio che per noi è essenziale».

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