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cronaca

Patronati e Caf, no ai tagli dei finanziamenti

Cgil, Cisl e Uil incalzano i parlamentari: «Ad essere penalizzati saranno ancora una volta i ceti deboli»


21 novembre 2015


REGGIO EMILIA. No ai tagli del finanziamento per patronati e centri di assistenza fiscale previsti nella legge di stabilità, e pari rispettivamente a 48 e 100 milioni.

A ribadirlo sono state ieri le segreterie di Reggio Emilia di Cgil-Cisl-Uil, che anche sul territorio lanciano iniziative per contrastare il disegno di legge in materia che sarà discusso alla camera. E al quale è stato già presentato un emendamento che impedisca i tagli proposti dal governo. Inoltre, proprio a sostegno della discussione parlamentare, le tre organizzazioni hanno promosso un incontro con i parlamentari reggiani il prossimo 27 novembre.

«Se verrà confermata la riduzione dei compensi di cento milioni di euro annui prevista dalla legge di stabilità non avremo altra scelta che ridurre i costi e a soffrirne sarebbero maggiormente le persone anziane e i ceti più deboli che non hanno gli strumenti per orientarsi nella materia fiscale», evidenziano per i patronati Mariagrazia Pioli, direttore Inca-Cgil, Lorenzo Bonini, direttore Inas-Cisl, e Maurizio Zurolo, direttore Ital-Uil, insieme ai responsabili dei Caf Claudia Beneventi e William Leoni (Teorema Cgil), Franco Saracino (Caf-Cisl) e Cristina Ferrero (Caf-Uil). E il tutto, per giunta, con un peggioramento di un servizio molto utilizzato dai cittadini.

I 48 milioni di euro di tagli al Fondo patronati si andrebbero a sommare ai 35 milioni del 2015 per una complessiva riduzione del Fondo patronati di 83 milioni di euro. Una cifra enorme che incide sull'erogazione di servizi completamente gratuiti ai cittadini relativi a prestazioni assistenziali, previdenziali e legate all'immigrazione. Si va dunque ad incidere su quei servizi che i patronati gestiscono gratuitamente in sostituzione dell’Inps e in accordo con esso, assicurando un risparmio all’Ente previdenziale di oltre 500milioni di euro, spianando la strada a un mercato dei servizi dove tutti i cittadini saranno costretti a pagare per prestazioni cui hanno diritto per legge. I patronati reggiani sono infatti presenti in 73 sedi e impiegano 90 dipendenti. Sono circa 250.000 i cittadini che vi si sono rivolti nell'ultimo anno attivando 150.000 pratiche assistenziali.Ai Caf, invece, sono state compilate nell'ultimo anno oltre 106.000 domande di 730, oltre 17.000 dichiarazioni Isee, oltre 21.000 modelli Red e quasi 8.000 dichiarazioni di responsabilità per i titolari di pensione di invalidità civile.

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