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Delrio: «Attorno alla Mediopadana non nascerà un’altra Reggio»

Evaristo Sparvieri
Delrio: «Attorno alla Mediopadana non nascerà un’altra Reggio»

Il ministro alle Infrastrutture, ospite del convegno al Centro Malaguzzi, frena di fronte al pericolo di una nuova corsa immobiliare: «No alle urbanizzazioni nelle aree circostanti, sì invece a nuovi collegamenti»

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REGGIO EMILIA. «Costruire intorno alla Mediopadana? La nostra amministrazione aveva fatto una scelta di sostenibilità ambientale: non volevamo una “seconda” città in competizione con la città storica e tradizionale, ma un’area che vivesse nella sua funzione di stazione». Da primo cittadino, Graziano Delrio ha seguito tutta la fase di progettazione e di esecuzione dei lavori, partecipando l’8 giugno 2013 all’atteso taglio del nastro, allora nelle vesti di ministro per gli Affari regionali.

Adesso è alla guida del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti: un ruolo chiave per poter delineare gli scenari futuri del gioiello firmato Calatrava, la stazione Av che lunedì, alle 15.30, sarà protagonista del convegno “Prossima fermata: domani”, in programma al Centro internazionale Malaguzzi.

Proprio al ministro reggiano spetterà il compito di illustrare le conclusioni del convegno, durante il quale sarà presentata l’analisi condotta da Nomisma sull’infrastruttura diventata simbolo di Reggio Emilia, sulla cui attrattività punta ormai un intero territorio inserito in un contesto di Area vasta. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12420638:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/11/10/news/il-futuro-della-mediopadana-un-convegno-per-delineare-gli-scenari-possibili-1.12420638]]

Ministro, a due anni dall’inaugurazione qual è il suo bilancio sulla Mediopadana? Una cattedrale nel deserto o una scommessa vinta?

«Non credo affatto che sia una cattedrale nel deserto. È un’infrastruttura molto bella, che funziona molto bene e che ben rappresenta una potenzialità di collegamenti molto maggiore per la nostra area rispetto al passato. Credo che abbia consentito un salto di qualità in avanti, come tutti sanno e come tutti possono apprezzare. In poche ore è possibile raggiungere Roma, in poche decine di minuti Milano. È stata concepita per essere molto fruibile. Ed è questa una delle ragioni del suo successo. È stata attrezzata sin dall’inizio per servire i cittadini non solo della nostra provincia, ma anche delle province limitrofe. Sono convinto che la fruizione continuerà a crescere, rispondendo ad un’esigenza di incremento della mobilità presente in tutti i settori».

Non crede che in fase di progettazione l’afflusso sia stato sottostimato? Si pensi ai parcheggi, considerati numericamente scarsi da gran parte dell’utenza.

«All’inizio sono stati pianificati diversi posti auto. Poi si è proceduto con una saggezza tipicamente reggiana a costruire una disponibilità più ampia, valutandola sulla base dell’incremento della domanda. Sono parcheggi a carico dell’ente locale. Per questo credo che sia stato un modo giusto di procedere: non spendere milioni di euro subito con il rischio di parcheggi vuoti, ma adattare le esigenze alla fruizione dell’infrastruttura. Oggi mi pare che siano stati fatti interventi importanti. Se ne faranno ancora, ed è una scelta precisa: avere un approccio che adatti gli spazi intorno secondo l’intensità dei servizi. La pianificazione includeva ampi parcheggi, l’esecuzione avviene gradatamente, come è giusto che sia».[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12490552:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/11/22/news/mediopadana-mezzo-milione-di-passeggeri-per-i-frecciarossa-1.12490552]]

Lo stesso si può dire per i terreni intorno alla stazione? Magari qualche opera di urbanizzazione potrebbe contribuire a dissolvere l’impressione diffusa di isolamento...

«Questo lo deciderà la nuova amministrazione. La vecchia aveva deciso di non sviluppare urbanisticamente l’area, ma farla vivere come stazione. Rimango convinto che sia stata una scelta giusta. È stata una scelta voluta: non creare una seconda città, in competizione con la città storica, con cui la stazione è invece ben collegata sia attraverso le navette ferroviarie che gli autobus, studiati su un sistema di collegamenti basato sul coordinamento di orari». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12456914:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/11/16/news/cosa-chiedono-i-viaggiatori-della-mediopadana-piu-treni-bus-e-piu-sicurezza-1.12456914]]

In una prospettiva di sviluppo servirà tuttavia qualche infrastruttura in più. Comune e Regione chiedono il nodo Mediopadano sulla A1. A che punto siamo?

«Quando avevamo proposto questa idea, fu presa con scetticismo. Adesso continuo ad essere convinto che sia una buona idea. Sarebbe una novità di rilievo nazionale anche dal punto di vista dell’intermodalità. È chiaro che il nodo può essere legato solo all’allargamento dell’autostrada con la quarta corsia. Ma per il momento non c’è nell’immediato questa prospettiva».

Con la Mediopadana Reggio ambisce a sfidare Milano. C’è spazio per un pendolarismo Av, anche e soprattutto al servizio delle aziende?

«L’alta velocità ha cambiato davvero il modo di essere. Sono alle prese ad esempio con i problemi dei pendolari Av della Torino–Milano: persone che vivono in una città, ma poi lavorano in un’altra».

Proprio i pendolari Av sono sul piede di guerra per le regole stringenti in arrivo dal 2016: si parla di prenotazioni obbligatorie e abbonamenti limitati. Non sono misure controproducenti per chi usufruisce dell’Av?

«Su questa situazione siamo già intervenuti sei mesi fa per impedire disagi. E le decisioni erano state rimandate. Stiamo parlando di un servizio a libero mercato, non regolato da obbligo di servizio pubblico, su cui ci sono esigenze anche di sicurezza da parte delle compagnie, che devono evitare congestioni su determinate linee. Avevamo trovato da Trenitalia disponibilità a potenziare i servizi online. Credo che come allora c’era disponibilità all’intermediazione, ci sia anche adesso. Noi continueremo a svolgere un’azione di mediazione per conciliare le esigenze di sicurezza e le richieste dei pendolari, che chiedono di non essere discriminati». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12478402:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/11/19/news/competitivita-la-sfida-di-reggio-a-milano-1.12478402]]

Crede che un pendolarismo Av sia possibile anche tra Reggio e Milano?

«Credo di sì. È un elemento che ci ha spinto a lavorare intensamente proprio per dare alla stazione una prospettiva di area vasta. Certo non si può costringere nessuno a farlo. Molto dipende dalle condizioni della qualità di vita e dai servizi, dalle offerte di lavoro. I movimenti di questo tipo di pendolarismo casa-lavoro sono però in aumento. È un fenomeno da tenere presente anche a Reggio: c’è la stazione Av e quindi c’è una carta in più da giocare nell’ambito della competitività, con un hub ferroviario importate anche per Cremona, Mantova e le province confinanti come Parma, Modena e Piacenza. Territori che guardano alla stazione Av come punto di riferimento. Secondo me la scommessa è vinta».

Ma non pensa che per il futuro servano nuove forme di collegamento con il resto del bacino?

«Ho parlato da poco con Montezemolo. A breve partirà un nuovo servizio navetta che collegherà la stazione reggiana con altre città italiane. Sono previsti anche altri servizi. Stanno puntando sulla Mediopadana. Credo che ci siano le potenzialità anche per incrementare le tratte e aumentare la capacità della stazione».

E i collegamenti con il resto della città? Via Emilia bis, la Tangenziale nord... quali infrastrutture favorirebbero lo sviluppo della stazione?

«Credo che la Mediopadana sia funzionale a progetti di sviluppo. Non il contrario. E a Reggio abbiamo un sistema città con poli di eccellenza, come ad esempio Reggio Children, l’Università, le Reggiane. Ora abbiamo anche il Campovolo, entrato nelle disponibilità della città: un polo che può contribuire ad alimentare l’utenza della stazione Av. Punti di forza verso cui la Mediopadana può orientare i suoi servizi, facendo crescere le domande di arrivo a Reggio oltre che quelle di partenza».

Ma da fruitore dell’Av, qual è il suo giudizio?

«Secondo la mia esperienza personale il treno è sempre il mezzo migliore. È sicuro e confortevole, si può lavorare in viaggio, c’è possibilità di relazione. Come nelle stazioni, che non sono affatto dei “non-luoghi”, ma al contrario dei veri luoghi di comunicazione e incontro».

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