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Pd, via libera al piano Caia Vecchi strappa un altro sì

Pd, via libera al piano Caia Vecchi strappa un altro sì

In direzione il sindaco ottiene l’ok anche dai renziani, proiettati verso la gara Il segretario provinciale Costa: «Abbiamo mantenuto fede all’impegno preso»

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REGGIO EMILIA. Nuovo via libera al piano Caia, la proposta di una società mista per il percorso di ripubblicizzazione del servizio idrico integrato che nei giorni scorsi aveva già incassato un primo sì dai sindaci dei Comuni capidistretto. Un piano “b” che consentirebbe agli enti locali reggiani di non andare a gara e mantenere il controllo nella gestione del servizio idrico. Il nuovo via libera è arrivato nella direzione provinciale Pd, tornata a riunirsi venerdì sera dopo aver accantonato l’estate scorsa lo studio commissionato ad Agenia, considerandolo insostenibile per i Comuni.

Di qui le ipotesi per un percorso alternativo, in tempo utile per la scadenza del 31 dicembre, quando si dovrà deliberare il modello di gestione. «Salvaguardiamo l’obiettivo di tenere l’acqua nella gestione pubblica – afferma il segretario provinciale Pd, Andrea Costa – Senza rischi per i bilanci dei Comuni e senza indebitamenti. Questa proposta è la dimostrazione dell’impegno che ci eravamo assunti ad individuare un percorso alternativo ed efficace, che alcuni avevano pensato di deridere». Per Costa il piano Caia «diventerà una novità sul piano nazionale, una soluzione tutta reggiana che tiene fede alla volontà popolare e ai principi di buona amministrazione». Due i concetti chiave del piano, già illustrati nei giorni scorsi dal sindaco, Luca Vecchi, e dal presidente della Provincia, Giammaria Manghi, ai rappresentanti delle Unioni dei comuni, riuscendo a strappare in direzione il via anche dell’ala renziana del partito, maggiormente orientata verso la gara: la territorialità che il nuovo soggetto dovrà preservare e il controllo pubblico della gestione. «I punti posti all’attenzione dei sindaci – aggiunge Costa – dovranno essere l’attenzione alle tariffe, la tutela dei bilanci dei Comuni, la salvaguardia dei posti di lavoro, l’inserimento di un principio di territorialità che ci faccia ben vedere cosa significa l’acqua a Reggio in termini economici e di investimenti».

In una corsa contro il tempo, tuttavia, il piano dovrà essere adesso sostanziato da un punto di vista tecnico, normativo e finanziario, per essere poi posto all’attenzione dei sindaci, delle maggioranze e dei consigli comunali. «Siamo chiamati a scegliere la proposta migliore per i cittadini e non per una parte politica – conclude Costa – L’ipotesi prospettata dal sindaco Vecchi, che ringrazio, contiene elementi utili a proseguire il percorso di approfondimento che coinvolgerà anche il Forum, dove siedono i movimenti che ci hanno accompagnato in questo confronto. Se risultato sarà, sarà risultato di una comunità politica». Il comitato Acqua Bene Comune tuttavia ha continuato anche ieri la raccolta firme per la ripubblicizzazione, continuando a chiedere un incontro alle istituzioni. (e.spa.)

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