Reggio Emilia, amministratrice infedele denunciata da dieci palazzi
Si allarga a dismisura l’inchiesta del pm Pantani nei confronti di Gabriella Ferretti Trecento i condòmini che l’accusano di appropriazione indebita e falso in bilancio
REGGIO EMILIA. Una maxi inchiesta incombe sull’ormai ex amministratrice di condominio Gabriella Ferretti, 49 anni, che dall’anno scorso è inseguita dalle denunce a raffica di condòmini inferociti e dalle connesse indagini dei carabinieri coordinati – come titolare di un fascicolo sempre più voluminoso – dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani.
Sarebbero una decina i palazzi – fra cui alcuni di Acer – che accusano la professionista reggiana perché ritrovatisi con “buchi” non indifferenti, riferibili allo stesso meccanismo: la Ferretti che trucca i bilanci e non paga le utenze, ma si “gira” sui suoi conti fior di compensi professionali, oppure smista soldi da una struttura all’altra che gestisce.
I palazzi che tramite l’avvocato Ernersto D’Andrea hanno presentato denuncia – per appropriazione indebita e falso in bilancio – sono in gran parte di Reggio (sono sparsi a macchia di leopardo: in centro, nei quartieri Santa Croce e Rosta Nuova, a Pieve Modolena) ma anche di Correggio. Coinvolti sui trecento condomìni che si dicono “beffati” dall’amministratrice e l’ammanco complessivo di quest’inchiesta avrebbe già frantumato il “muro” dei centomila euro (si tratterebbe, infatti, di una cifra ben superiore).
La prima denuncia nei confronti della Ferretti è stata quella del condominio di via Martiri del 1831 al civico 2, nel quartiere Rosta Nuova: la trentina di residenti (suddivisi fra 12 appartamenti) si sono ritrovati, all'improvviso, da pagare quattro anni (2009-2013) di fatture del teleriscaldamento centralizzato per quasi 39mila euro. I trenta residenti nel palazzo (per lo più pensionati) stanno ancora pagando a rate quella consistente fattura del teleriscaldamento. Poi sono giunte le denunce di altri condomini.
Davanti ai carabinieri e assistita dall’avvocato difensore Federico De Belvis, la 49enne ha già raccontato (nell’estate 2014) la sua "verità", depositando dei documenti che giustifichino in modo dettagliato le sue parole.
E’ stata la stessa professionista a voler essere interrogata in fase di indagini per chiarire spontaneamente quanto è accaduto. La situazione è comunque compromessa, sul piano professionale ha già da tempo gettato la spugna: chiuso l'ufficio di via Pasteur, non esercita più il mestiere d'amministratrice di condominio.
Sul versante civilistico la Ferretti è già stata condannata a pagare danni per circa 40mila euro al condominio di via Martiri del 1831 (civico 2) che per primo s'è accorto di quanto stava accadendo, ricevendo nel luglio 2013 il citato sollecito da Iren-Enìa di quasi 39mila euro per 4 anni di teleriscaldamento non pagato.
In precedenza i solleciti- come da contratto - Iren-Enìa li aveva mandati all'amministratrice che, invece di pagare, insabbiava il tutto. Scoppiato il "bubbone", l'amministratrice verserà solo sui 12mila euro di quelle fatture non saldate, mentre spunteranno bilanci condominiali falsificati e compensi professionali non dovuti per 14.500 euro che la professionista aveva prelevato dal conto del condominio. L'avvocato D'Andrea - a nome del condominio - ha ottenuto il sequestro di un appartamento e di due garage intestati all'amministratrice ed ora il giudice civile Cristina Ferrari l'ha condannata a risarcire il danno.
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