Reggio Emilia, il caso Volkswagen finisce in procura
Due imprenditori reggiani proprietari di auto taroccate denunciano la casa madre per truffa, frode e disastro ambientale
REGGIO EMILIA. Il dieselgate scatenato dai test truccati di Volkswagen ha fatto scattare la prima denuncia a Reggio. Hanno infatti rotto gli indugi due imprenditori reggiani – tutelati dall’avvocato Ernesto D’Andrea – come proprietari di tre Audi Q5 (acquistate fra il 2012 e il 2013) finite nello scandalo delle emissioni truccate.
Un imprenditore è titolare di una società che opera in ambito pubblicitario (nel suo parco-macchine ha due delle Audi “incriminate”, comprate tre anni fa), mentre l’altro imprenditore opera nel campo della consulenza alle ditte e si è ritrovato coinvolto nello tsunami della casa automobilistica tedesca con l’Audi acquistata due anni fa.
Entrambi gli imprenditori hanno già verificato che quelle tre macchine – valutate complessivamente sui 170mila euro – non sono estranee allo scandalo (esploso a fine settembre) e si sono decisi a passare al contrattacco, depositando in procura a Reggio una denuncia che ipotizza tre tipi di reato: truffa, frode commerciale e disastro ambientale colposo (quest’ultimo reato è punito severamente dal nostro codice, visto che la pena può arrivare fino a cinque anni, ma può essere raddoppiata se il disastro ha coinvolto mezzi di trasporto di persone).
Ma con chi se la prendono i titolari delle due società? Con la casa madre (cioè il Gruppo Volkswagen di Wolfsburg) e con la concessionaria italiana (con sede legale a Verona) dell’industria automobilistica tedesca.
Citate nell’atto, ma solo perché lì sono avvenuti gli acquisti delle macchine, le due concessionarie di Reggio e Casalgrande a cui si sono rivolti i denuncianti. Inoltre nei prossimi giorni l’avvocato D’Andrea presenterà una diffida alla concessionaria italiana della Volkswagen come primo passo di una mediazione che ha il fine di verificare se c’è la disponibilità da parte della casa automobilistica di sostituire le tre auto con diesel catalogati euro 6 (al centro dello scandalo vi sono gli euro 5 e specificatamente i modelli della casa tedesca con motore diesel di tipo EA 189, in cui è presente un software per aggirare i controlli sulle emissioni).
Fra l’altro le citate tre Audi Q5 “reggiane” che inquinano più di quanto indicato dal costruttore dovranno ai primi del 2016 essere sottoposte a revisione e visto che la strategia per eludere il sistema di controllo è stata smascherata, cosa accadrà alle tre macchine? Verranno bloccate?
Nel caso della Volkswagen «si è usata una metodologia che inganna anche le autorità che devono svolgere i controlli – ha rimarcato il reggiano Graziano Delrio in qualità di ministro dei Trasporti – e siamo indignati: qui si rischia di rompere la fiducia fra produttori e cittadini».
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