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«Il piano Caia oggi è l’unico possibile»

di Massimo Sesena
«Il piano Caia oggi è l’unico possibile»

L’assessore Mirko Tutino appoggia la proposta del sindaco e tende la mano al comitato per il referendum

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REGGIO EMILIA. «Nella sensibilità e nella cultura politica del sindaco in primis, di questa giunta e di moltissimi consiglieri comunali, l'idea di rafforzare il controllo pubblico sul servizio non è mai stata abbandonata». Mirko Tutino, assessore ai beni comuni, è stato colui che più di tutti - nella giunta e nell’intera maggioranza - si è esposto perché quella del servizio idrico fosse una ripubblicizzazione vera. Ma ora che sembra avvicinarsi il via libera al piano di Luca Vecchi per una mediazione alta che servirà soprattutto ad evitare la gara per l’assegnazione del servizio, Tutino difende a spada tratta quella che - parafrasando Liebnitz - è oggi la miglior ripubblicizzazione possibile.

Quindi, assessore, la proposta avanzata dal sindaco non è un ripiego?

«Dal 2011 ho lavorato, con i sindaci e su loro mandato, ad un processo di ripubblicizzazione. Con due grandi obiettivi: ridare centralità al territorio e ritornare ad controllo pubblico di un servizio fondamentale. Il primo progetto presentato, non ha trovato la condivisione sufficiente perché venisse sostenuto e ciò che viene proposto dal sindaco è un'evoluzione che riprende gran parte dei punti fondamentali di quel progetto e va nella stessa direzione. Evitando una gara».

Adesso che anche il Pd ha dato il via libera, sembra non ci siano più ostacoli. Eppure, fino a quando Vecchi non ha svelato i suoi piani, in molti nel Pd erano per la gara...

«Per la verità, nessuno nel mio partito si è mai espresso apertamente per la gara, A me questo basta».

Sarà.. Ma ci sono stati momenti in cui questo partito “invisibile” sembrava fare un grande pressing...

«Mettiamola così. Il livello di controllo pubblico, la possibilità di contrarre debiti attraverso un'azienda controllata dai comuni del territorio o con una società quotata, l'interpretazione che si dà a norme poco chiare, sono tutti elementi che dopo un iniziale onda pro-referendum, hanno portato a giudizi diversi. La mia personale opinione è nota: sono per la gestione in-house. Tuttavia, ciò che si sta discutendo ora è un punto di caduta che può salvaguardare la gran parte dei valori e dei benefici dati dall'in-house, riducendo al minimo aspetti che molti sindaci hanno ritenuto rischiosi. Credo che una simile proposta avrà un consenso largo. Eppoi se mi permette, questa presunta divisione, oggi non conta granché.. ».

E cosa conta allora?

«Come ho detto questo risultato è il frutto della sensibilità e della cultura politica del sindaco, di questa giunta e di moltissimi consiglieri, ma anche dell’impegno e della mobilitazione di tanti cittadini, nonché della costruzione di un percorso di approfondimento e confronto che in quattro anni ha reso, come in nessun altro luogo del paese, parti sociali, amministratori e comitato molto più consapevoli su questo argomento. In altre città si è andati a gara e si andrà a gara senza che nessun cittadino abbia potuto dire la sua opinione. Quando vale questa differenza? Per me è tutto».

Invero, il Comitato rimane molto critico anche su questa proposta. Crede si possa trovare con i referendari un punto di incontro sul piano “Vecchi-Caia”?

«Molto, ora, dipenderà da come questa proposta verrà attuata e dal livello di innovazione che sapremo mettere nell'azienda che sarà creata. Ad oggi abbiamo un'ipotesi giuridica: un'azienda mista per la gestione dell'acqua. Un'azienda con sede a Reggio per gestire il servizio idrico di Reggio».

C’è chi sostiene che il partner industriale potrebbe comunque essere Iren..

«Quando penso al piano che è stato elaborato io non vedo nel ruolo del partner industriale un'azienda quotata in borsa dove la parte pubblica unisce centinaia di comuni su tre regioni, ma una società dove la maggioranza la terranno i Comuni reggiani e che si occuperà solo dell'acqua del nostro territorio».

Da qui a dicembre si dovrà lavorare al contratto, ma anche all’identikit dell’azienda da scegliere...

«Andrà tradotta in deliberazioni, in statuti ed andranno ripresi gli studi tecnici già fatti per completare l'impianto amministrativo con un progetto industriale. E tutto ciò andrà fatto guardando alla partecipazione degli utenti ed alla qualità del servizio, nel solco di 50 anni di storia. È un'occasione, e voglio lavorare perché questa scelta abbia successo».

massimosesena

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