Gazzetta di Reggio

Reggio

In viaggio nel mondo un’avventura iniziata nel 1979 con Biagi

di Giulia Bassi

REGGIO EMILIA. Allora, nel 1979, l'unica danza era quella classica annessa ai principali enti lirici. Quando nacque Aterballetto la prima realtà staccata da quelle istituzioni, fu un fatto importante...

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REGGIO EMILIA. Allora, nel 1979, l'unica danza era quella classica annessa ai principali enti lirici. Quando nacque Aterballetto la prima realtà staccata da quelle istituzioni, fu un fatto importante per la storia dello spettacolo. Ancora adesso l'arte di Tersicore è la cenerentola in rapporto ai fondi erogati dal Fus; per contro è molto praticata e amata dal pubblico attirato dalle proposte (per altro poche) che offrono i nostri teatri rispetto ad altre nazioni. Fa eccezione proprio Reggio, in quanto la presenza della compagnia ha determinato da sempre un'offerta superiore e di qualità sorretta da un entusiasmo molto diffuso.

Fin da quegli anni Aterballetto era composta da danzatori solisti in grado di affrontare tutti gli stili. Primo direttore fu Vittorio Biagi, a seguire Amedeo Amodio, che l'ha diretta per quasi 18 anni, e Mauro Bigonzetti, direttore artistico dal 1997 al 2007 e coreografo principale della Compagnia fino al 2012; dal 2008 la direzione artistica è affidata a Cristina Bozzolini. Aterballetto in questi anni ha assunto il profilo di compagnia di balletto e danza contemporanea, perseguendo scelte artistiche motivate dall'esigenza e curiosità di esplorare le diverse espressioni del linguaggio coreografico contemporaneo. Nel corso della sua storia più recente tanti sono i coreografi italiani e internazionali che hanno collaborato con la compagnia: Kylian, Forsythe, Naharin, Inger, Foniadakis, Monteverde, Godani, Scigliano, Di Stefano, Rizzo, Spota. Lavora con il sostegno della Regione e del Comune di Reggio, dell'Ater nonché del Mibact che ne ha riconosciuto il ruolo di Centro di Produzione della Danza. Da alcuni anni, la Compagnia, che è oramai un brand consolidato, sta attraversando una fase nuova della sua storia in quanto non è guidata da un direttore artistico-coreografo, come lo era Bigonzetti. «Con Mauro ci siamo creati una forte identità nel senso della riconoscibilità del nostro stile – spiega Valerio Longo, che collabora con la compagnia da 16 anni –. Bigonzetti era conosciuto e amato e cercato a livello internazionale. Adesso ci stiamo rimettendo in gioco lavorando con più coreografi: in ogni caso, ora è proprio la compagnia, fatta di ottimi danzatori, il valore aggiunto».

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