Violenza sessuale, annullata la condanna del carabiniere
Cavriago: per la Corte di Cassazione il processo al brigadiere accusato dalla ex moglie deve essere rifatto
CAVRIAGO. Sentenza annullata. Dunque, è da rifare il processo di secondo grado a carico del brigadiere dei carabinieri Gianluca Pezzani, che lo aveva condannato per violenza sessuale nei confronti di quella che oggi è la ex moglie. L’episodio risale al 10 gennaio 2008: un bacio che l’uomo avrebbe preteso; una scena che secondo l’accusa sarebbe avvenuta davanti alla figlia di lei, costituita parte civile con l’avvocato Giacomo Fornaciari.
Per la Corte di Cassazione, a cui si era rivolto il difensore del militare l’avvocato Domenico Noris Bucchi, tale sentenza pronunciata dalla Corte di Appello di Bologna in data 19 dicembre 2014 è da annullare, nella parte che riguarda la violenza sessuale. E rinvia la trattazione nuovamente alla Corte d’Appello. In primo grado Pezzani era stato assolto.
L’avvocato Bucchi, nel suo ricorso, ha puntato sul fatto che non si poteva provare «l’affidabilità dichiarativa» della testimone, proprio perchè figlia della presunta vittima. «Sconta - sostiene Bucchi nel ricorso - un difetto di attendibilità, proprio dovuto al fatto che le sue dichiarazioni sono inevitabilmente influenzate dall’intenso legame affettivo con la madre». Per Bucchi la condanna di secondo grado è giunta per una diversa valutazione di attendibilità di testimonianze «già giudicate non sufficientemente credibili» dai giudici di primo grado. La difesa fa riferimento a precedenti in materia, che ritengono illegittime le pronunce che si basano solo sul fatto che una testimonianza viene ritenuta maggiormente persuasiva, limitandosi alla lettura del materiale probatorio formatosi in primo grado.
Linguaggio giuridico per dire che non basta una diversa valutazione per una condanna, poichè la condanna presuppone la certezza della colpevolezza.
Ora, dunque, tutto torna a Bologna, per un nuovo processo di secondo grado.
Pezzani in primo grado era stato assolto dall’accusa di violenza sessuale, ma condannato per molestie e lesioni a quattro mesi: l’episodio contestato, che risale al 2008, riguarda una spinta che fece cadere la donna, procurandole un trauma alla spalla guarito in cinque giorni.
In secondo grado, la condanna si era alzata a un anno e otto mesi, anche per la violenza sessuale.
Si tratta di uno dei tanti processi che vedono coinvolte le due parti, dopo una separazione molto difficile.
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