Così Reggio finanzia gli Emirati Arabi
Le telecamere della Gabanelli arrivano in piazzale Marconi e nel negozio spunta il “facilitatore” per aggirare la legge
REGGIO EMILIA. Quattrocentoquarantottomila euro. Scritta in lettere, come si fa sugli assegni: è la cifra, decisamente shock, che in un anno è stata trasferita - attraverso i Money Transfer della nostra provincia - da Reggio agli Emirati Arabi.
ARABI REGGIANI. Sembra una curiosità statistica, e invece - quello uscito dall’inchiesta “Tanti e subito” del settimanale di Rai Tre “Report” - è un dato dai contorni poco chiari e inquietanti. A cominciare dal fatto che a Reggio, di migranti provenienti da quel punto del pianeta non ce ne sono.
Lo dice anche, sempre intervistata da Giorgio Mottola, inviato di Report, Maria Dolia Marconi dell’Ufficio immigrati della Camera del Lavoro di via Roma: «Arabi? Io non ne ho mai visto uno...».
IPOTESI RICICLAGGIO. E allora? A chi vanno quei soldi? E chi sono quelli che fanno scorrere questo fiume di denaro da Reggio a Dubai?
Secondo Ranieri Razzante, direttore dell’Osservatorio di Bankitalia sul riciclaggio, l’ipotesi più plausibile - dice sempre nel servizio - è che il denaro venga così “ripulito”, il che significherebbe che, a sua volta, quel denaro che “nasce” qui sia denaro di provenienza illecita. Ipotesi. Ipotesi oltre le quali non si può andare, anche perché, il seguito del servizio del settimanale della Gabanelli, dimostra come contro questa macchina da soldi, lo Stato Italiano abbia le armi piuttosto spuntate.
Basti pensare che dopo che il governo ha stabilito che le centrali di Money Transfer con le filiali in Italia debbano aprire un punto di contatto con Bankitalia per essere monitorate, soltanto poco più di 10 società si sono finora messe in regola da questo punto di vista.
Si parte sempre così, armati della più solida buonafede, come quella di chi ha permesso la nascita e la proliferazione di questi punti abilitati al trasferimento di denaro all’estero: lo scopo primario è infatti quello di agevolare tutti quei migranti che vivono e lavorano qui affinché possano aiutare le famiglie nei paesi d’origine.
Poi però arrivano i problemi: le mafie straniere, il terrorismo internazionale e il governo deve correre ai ripari, mettendo ad esempio un limite settimanale per persona ai trasferimenti di denaro. Un limite che è di mille euro.
Invero, l’inchiesta di Report che ha toccato, nella nostra regione Reggio e Parma ha dimostrato come questo limite venga facilmente aggirato.
IL BLITZ. Nel servizio andato in onda nella puntata di domenica scorsa, armato di una telecamera nascosta, Giorgio Mottola è entrato nel Money Transfer di viale IV Novembre, nella zona della stazione ferroviaria, dicendo di voler trasferire contanti a Dubai per 5mila euro. Il video è eloquente: il gestore, dietro il bancone è categorico: «5mila euro in una volta non si può» dice. E mentre il giornalista saluta e sta per uscire, una persona che è a fianco del gestore, in piedi, parte all’attacco: «Cerchiamo cinque persone? Ti do io la carta d’identità per le cinque persone... Però mi dai qualcosa..». E alla fine, il prezzo pattuito è di 20 euro per persona. Insomma, grazie a questo “facilitatore”, spedire 5mila euro a Dubai in giornata costa 100 euro.
Nulla di strano, almeno per la guardia di finanza, che sempre nel servizio di Report, sottolinea come dai controlli effettuati a livello nazionale, «il 43% dei Money Transfer in Italia presenta delle irregolarità».
massimosesena
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