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«Così si infrange la legge antiriciclaggio»

«Così si infrange la legge antiriciclaggio»

Baldini gestisce 40 mila trasferimenti l’anno. «Siamo tra i primi in Italia. Ho fatto varie segnalazioni»

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REGGIO EMILIA. «Poco da fare: se uno ti offre dei prestanome per superare le soglie di trasferimento bloccate a 999 euro, commette un illecito perché va contro la legge sull’antiriciclaggio». Sean Baldini è stato tra i primi ad aprire un money transfer in stazione a Reggio e conosce la legge a menadito. «Era il 2001, a Reggio eravamo in due. Adesso ce ne sono una miriade: solo sotto questo porticato siamo in tre». Andando poco più in là il numero sale: saranno quasi una decina tra via Turri e via Eritrea passando per piazzale Marconi, dove Baldini ha il negozio. Ma gli affari non sono mancati, quantomeno in passato. Il suo negozio è tra i primi in Italia a marchio Western Union, uno dei principali operatori nel mondo al quale ci si appoggia per permettere agli immigrati di effettuare il trasferimento del contante verso i paesi di origine. «Facciamo fino a 300 transazioni al giorno, in un anno arriviamo a farne anche 40mila - dice Baldini - abbiamo una mole di lavoro più alta probabilmente di uno sportello bancario». Davanti al suo banco passano quindi centinaia di persone ogni giorno. Almeno uno di questi è passato per trasferire soldi verso gli Emirati Arabi, avverte Baldini. «Non so dire se sia sempre la stessa persona o siano persone diverse - dice il negoziante - verso quel paese facciamo una transazione al mese, forse meno. Comunque irrisoria rispetto ad altre destinazioni. Per questo motivo il viso non mi resta impresso».

La casistica parla chiaro: dal 2005 al 2014 verso gli Emirati Arabi sono partiti da Reggio Emilia 743mila euro. Un’inezia rispetto ai 119 milioni trasferiti in Cina, ai 48 milioni del Marocco, ai 40 della Romania o dell’India, i 22 milioni della Nigeria, i 20 della Georgia, i 20 del Pakistan e così via secondo la lunghissima classifica. Gli Emirati sono infatti al 49esimo posto su 176 paesi recensiti nelle rimesse verso l’estero compiute da Reggio.

Tra questa incredibile massa di operazioni di accredito oltre confine, ci sono anche operazioni considerate sospette e segnalate dalle banche, dagli intermediari così come dai gestori dei negozi money transfer. Nella nostra provincia - terza in regione secondo i dati del luglio 2015 rilevati da Bankitalia - sono state 590 le cosiddette segnalazioni relative a operazioni finanziarie sospette. Le operazioni maggiormente sospette riguardano movimentazioni di denaro o titoli verso paesi considerati paradisi fiscali o, anche, a rischio terrorismo. «Anche a me in diverse occasioni è capitato di effettuare delle segnalazioni alla Banca d’Italia - afferma Baldini - Una delle ultime riguardava una ragazzina che voleva trasferire 5mila euro in contanti. Tanti soldi nelle mani di una giovane. Dopo aver mandato a buon fine l’operazione, ho fatto partire la segnalazione. Chi di dovere poi verifica se si tratta di una manovra lecita oppure no». (e.l.t.)

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