Soldi a Dubai, il gestore del Money Transfer in questura: «Sono innocente»
Accertamenti nel negozio di Reggio Emilia. «A offrire false generalità è stato un mio cliente, si vede anche nel video»
REGGIO EMILIA. «Ti do io carta d’identità per le cinque persone, però mi dai qualcosa». È questa la frase “incriminata” che ha fatto assurgere alla cronaca nazionale il banco per il trasferimento dei soldi di via 4 Novembre. Una vicenda che ha messo nei guai il gestore, Iqbal Munawar, 39 anni, al quale hanno fatto visita gli agenti della polizia di Reggio, che lo hanno invitato poi in questura per visionare i tabulati della sua attività.
«Io non ho detto niente, a fare quella proposta è stato il mio amico, che era a fianco a me. Ma lui nemmeno lavora qui. Fa l’operaio a Mancasale ma è intervenuto quando quel giornalista mi ha fatto la domanda».
Una frase, riportata in estrema sintesi, che Munawar ha rilasciato ieri ai poliziotti. La sua unica colpa, dice il gestore di origine pakistana, assunto da 4 mesi nel negozio di proprietà di un connazionale che sta a Pisa, è di aver lasciato parlare l’amico, che si è proposto per risolvere il problema posto dal giornalista.
«Dovrei mandare 5 mila euro a Dubai. Negli Emirati Arabi. Si può fare tramite money transfer senza che si sappia che l’ho fatto io?». La risposta dell’operaio è stata pronta, a tal punto da far pensare a una prassi consolidata più che a un’improvvisazione. «Io sono in regola, non ho mai fatto nulla di male e l’ho detto alla polizia che ha controllato e mi ha lasciato andare via» racconta però Munawar all’uscita della questura.
Il negozio, infatti, è rimasto aperto. Lui, fino a ieri mattina, non sapeva nemmeno cosa fosse Report né di essere stato filmato a sua insaputa. «A me non importa, nel video si vede che io non dico niente di illegale» afferma dopo aver visto il filmato sul suo computer utilizzando internet. «Io sono qui solo da agosto, prima facevo l’operaio. Non offro dati falsi. Chi ha parlato era qui perché è mio amico e passa spesso di qua. La polizia ha capito subito e mi ha lasciato andare». (e.l.t.)
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