Le imprese chiedono trasporti e infrastrutture
CASTELNOVO MONTI. Il miglioramento delle infrastrutture – di trasporto e comunicazioni materiali – resta al vertice delle priorità indicate dalle imprese dell’Appennino reggiano. E’ uno dei dati...
CASTELNOVO MONTI. Il miglioramento delle infrastrutture – di trasporto e comunicazioni materiali – resta al vertice delle priorità indicate dalle imprese dell’Appennino reggiano.
E’ uno dei dati emersi dalla Conferenza per l’Appennino reggiano che si è svolta al teatro Bismantova, organizzata dalla Camera di commercio di Reggio Emilia.
I dati sono stati portati a seguito dell’indagine realizzata dall’Osservatorio sull’Appennino: l’implementazione delle infrastrutture per il 56,3% degli imprenditori è la prima condizione per restare nel territorio, seguita a lunga distanza (31,3%) dalla possibilità di poter contare su forza lavoro maggiormente idonea alle esigenze aziendali.
All’indagine ha lavorato il Laboratorio di economia locale dell’università Cattolica di Piacenza insieme a un gruppo di studenti dell’Istituto superiore Cattaneo-Dall'Aglio di Castelnovo Monti, direttamente coinvolti nella realizzazione. Fra gli elementi più significativi emerge, tra l’altro, il buon grado di soddisfazione degli imprenditori della montagna circa il loro lavoro, accompagnato da uno straordinario livello di fiducia che li unisce.
Sul primo versante, l’82,7% degli imprenditori si dichiara molto soddisfatto (voto da 8 a 10) e la quota restante è comunque abbastanza appagata dal proprio lavoro (voto dal 6 al 7); una situazione decisamente diversa dai loro colleghi italiani ed europei, che si dichiarano molto soddisfatti rispettivamente per il 53,7% e per il 51,4%, con quote rilevanti di imprenditori decisamente insoddisfatti (rispettivamente il 15,9 e il 22,3%, che esprimono una valutazione tra 1 e 5).
Chiamati ad esprimere il grado di fiducia nelle istituzioni, gli imprenditori dell’Appennino reggiano non hanno dubbi, ponendo proprio i colleghi (soprattutto i piccoli imprenditori e gli artigiani, che si piazzano più in alto degli industriali) ai vertici della graduatoria con il 100% dei consensi.
A seguire, le forze dell’ordine (96% dei gradimenti), gli scienziati (87,5%), gli industriali (83,3%) e gli insegnanti (78,1%), mentre nelle tre posizioni di coda (appaiati con il 9,4% dei consensi) si piazzano giornali, televisione e partiti.
Un senso di appartenenza molto forte, dunque, che è anche un motore di sviluppo: «Le regole della competizione, le regole dell’economia valgono per tutti – ha detto il presidente della Camera di commercio di Reggio Emilia, Stefano Landi – ma non funzionano dappertutto allo stesso modo, e in montagna occorre davvero una passione in più, che però va anche sostenuta adeguatamente da strumenti più concreti e razionali che appartengono anche alle scelte di chi non vive, non lavora e non rischia in Appennino, ma è consapevole della sua ricchezza e rispettoso della sua identità».
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