Caso San Prospero: ambulanti arrivati in massa da Rimini
Reggio Emilia, ai controlli scattava l’allerta via telefono: in gruppo si sono ribellati alla polizia. Il questore: «Pericoloso intervenire»
REGGIO EMILIA. Sono arrivati in massa. Moltissimi da Rimini. E sono rimasti in contatto tra loro via cellulare per tutta la giornata: una chiara strategia per “difendersi” dai controlli. Lo ha chiarito ieri il questore Isabella Fusiello, parlando dei circa cento venditori abusivi di colore che martedì, durante la festa di San Prospero, hanno scatenato la guerriglia tra le bancarelle di corso Garibaldi come reazione a un primo accenno di controlli, e di sgomberi, da parte delle forze dell’ordine.
Il giorno dopo le tensioni di corso Garibaldi, è tempo di bilanci, reazioni. Ma anche di ricostruzione di un episodio, e un fenomeno, che non è certo stato casuale.
Gli ambulanti irregolari - che avevano da vendere borse e giacconi di notissimi marchi contraffatti - sono giunti in città in treno dalla Romagna, ma tanti anche da nord, forse addirittura Milano. Sapevano che la piazza della festa del patrono poteva essere buona e sono arrivati (mandati?) per tutta la giornata.
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SITUAZIONE A RISCHIO. «La nostra priorità per la giornata di martedì era il rischio terrorismo, data la grande presenza di cittadini, e che ha visto gli agenti impegnati a controllare eventuali sospetti - chiarisce il questore - Ci siamo poi trovati a fronteggiare gli ambulanti abusivi. Era difficile intervenire, perchè loro si telefonavano e intervenivano in massa quando si voleva mandare via qualcuno. Era una situazione di rischio elevato per la sicurezza non solo degli agenti, ma anche di tutti i cittadini. Abbiamo voluto ristabilire la calma, rispetto a una situazione che stava degenerando». E aggiunge: «Bisogna anticipare il fenomeno, organizzare servizi preventivi, occupare militarmente gli spazi tra le bancarelle per evitare che vengano occupate».
TRE AGENTI FERITI. Alla fine, sono stati in tutto tre gli agenti - due delle Volanti, uno della Municipale - rimasti contusi e che hanno dovuto farsi visitare al pronto soccorso. «L'amministrazione comunale esprime la propria solidarietà e vicinanza all'agente di polizia municipale che è stata ferita nel corso di controlli e verso gli esponenti delle forze dell'ordine che hanno dovuto a loro volta ricorrere alle cure mediche per la medesima ragione - si legge nella nota arrivata dal municipio - L'episodio di aggressione da parte di alcuni commercianti abusivi ai danni di chi li stava controllando è stato grave e inaccettabile».
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LA RABBIA DEL SULPL. «La problematica della presenza dei venditori senza licenza era ben nota, ma nonostante questo, si è pensato che pochi operatori di polizia potessero essere sufficienti per gestire questa situazione». Così interivene Luca Falcitano, coordinate del sindacato Sulpl.
«Come può la polizia municipale essere utilizzata per ordine pubblico? E poi soprattutto senza idonea strumentazione, formazione? Da tempo la nostra segreteria sottolinea la necessità di dotarci degli strumenti difensivi previsti dalla legge, ma l'amministrazione della nostra città non ci ha mai ascoltato, anzi ha pensato bene di impiegare gli operatori in un controllo commerciale sfociato poi in una piccola rivolta». Il Sulpl chiederà un incontro con le istituzioni ed è pronto ad azioni sindacali. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12502398:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/11/24/fotogalleria/reggio-emilia-la-rivolta-dei-venditori-abusivi-durante-il-mercato-1.12502398]]
LE REAZIONI. Interviene sull’invasione del centro da parte degli abusivi, Donatella Prampolini Manzini presidente di Confcommercio. «Ho fatto fatica a convincere i commercianti a non “farsi giustizia” da soli - confida - Ma non sarebbe stata la giornata giusta per reagire. Il problema, però, c’è e non si risolve moltiplicando gli agenti. Sono i clienti che devono capire che comprando finanziano la filiera florida della criminalità organizzata e non quei poveri disgraziati».
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«Non avevamo mai assistito ad un arrivo così massiccio e organizzato» sono le parole di Dino Spallanzani, presidente Cna Commercio. «Dobbiamo prendere coscienza - sottolinea la presidente Annarella Ferretti (Cna Area Centro) - che si tratta di un fenomeno che danneggia tutti, non solo i commercianti ma anche i consumatori che spesso acquistano prodotti a prezzi ridotti a discapito della qualità e della sicurezza. Il rischio che dietro questa merce venduta illegalmente si nasconda la criminalità organizzata e fenomeni di racket è sempre più concreto».
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