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Deportato nei lager e poi sindaco: “tolto” da Wikipedia

di Adriano Arati
Deportato nei lager e poi sindaco: “tolto” da Wikipedia

Sant’Ilario, qualcuno ha “sospeso” la pagina su Pietro Iotti La Val d’Enza si mobilita affinché ne sia riconosciuto il ruolo

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SANT’ILARIO. Pietro Iotti, noto come Piero, non deve sparire da Wikipedia. È una vicenda singolare quella che riguarda l’89enne di Sant’Ilario d’Enza (saranno 90 il 25 aprile 2016), conosciutissimo testimone reggiano della Resistenza e della deportazione. Una figura nota e non a caso finita anche con una voce nella versione italiana di Wikipedia, la più conosciuta enciclopedia su internet, modificata e aggiornata anche dagli stessi utenti.

E qui arriva il problema. Giangiacomo Papotti, bibbianese molto attivo nella sua comunità, si è accorto che qualcuno ha chiesto di cancellare la pagina su Iotti «in quanto ritenuta di scarsa rilevanza». Papotti ha scoperto la segnalazione mentre preparava un resoconto sui 20 anni di viaggi della memoria per gli studenti di Bibbiano. Al centro, la valorizzazione di alcune figure chiave, come lo scomparso partigiano Nino Fantesini e soprattutto Iotti, un riferimento per tutta la val d’Enza, partigiano e poi deportato a Mauthausen. La discussione su Wikipedia scade alle 23.59 di domani, giovedì 26 novembre, e «a tale data devono essere depositate le motivazioni per le quali Pietro Iotti a pieno titolo non solo può ma deve risiedere a pieno titolo nella enciclopedia Wikipedia», spiega Papotti. Ora si cercherà di intervenire perché la decisione venga cambiata: «La cancellazione sarebbe un gravissimo segnale verso quei principi di democrazia e di libertà per cui Iotti per tutta la sua vita si è battuto, per portare a conoscenza dei giovani i crimini commessi da nazi-fascisti». L’appello è di intervenire, di mobilitarsi: «chiunque possa accedere al direttivo di Wikipedia se ne faccia protagonista in nome e per conto dei tanti sommersi che solo grazie ai salvati furono in grado di denunciare quegli orrori».

Non è la prima volta che il nome di Iotti finisce in una questione con Wikipedia. Nel 2008, la voce sul partigiano era presente ma con una riserva di enciclopedicità, non si garantiva in pratica che la voce fosse affidabile a 360 gradi. Già all’epoca Papotti era intervenuto, utilizzando una dichiarazione del presidente dell’Aned (Associazione Deportati) di Milano Dario Venegoni che certificava la vicenda di Iotti. E alla fine, «venne riconosciuto quello status di politico, antifascista e scrittore italiano, attivo nella divulgazione contro il nazismo». Adesso il nuovo “attacco”, più pesante perché qui non si mette in dubbio tanto l’affidabilità del resoconto quanto l’opportunità stessa di mantenere una voce su Iotti, che dopo la guerra e le deportazioni ora deve vedersela pure con le astrusità del web.

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