Gazzetta di Reggio

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Inaugurazione dei negozi nella galleria di Palazzo Busetti

Chiara Cabassa
Inaugurazione dei negozi nella galleria di Palazzo Busetti

A Reggio Emilia uno spazio commerciale di grande classe che ha richiamato subito folla

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REGGIO EMILIA Un San Prospero speciale. Una festa del patrono che ha regalato ai reggiani qualcosa di più rispetto agli appuntamenti da copione (dal trionfo di colorate bancarelle al profumo delle caldarroste “sfornate” in piazza San Prospero) che non sono comunque mancati.

Perché ad essere inaugurati, ieri mattina, non sono stati “solo” una splendida galleria e tre negozi di grande richiamo ma il sindaco Luca Vecchi e l’imprenditore Fulvio Montipò, al momento del taglio del nastro, hanno tenuto a battesimo un nuovo pezzo della nostra città. «Non sembra neppure di essere a Reggio...», il commento a caldo che si rincorreva tra la folla incantata dallo splendore di Palazzo Busetti e in particolare della galleria che collega magnificamente via Crispi a via Don Andreoli. Ma, a quanto pare, il centro di Reggio è destinato a cambiare.

Pezzo dopo pezzo. Grazie a Montipò, innanzitutto, che ieri mattina mescolato tra la gente, immancabile sciarpa rossa e sigaro in mano, ha parlato di «un’altra tappa importante di questo progetto difficile, lungo e faticoso (un investimento da 80 milioni di euro, ndr) questa mattina ripagato dal compiacimento della cittadinanza che mi pare abbia gradito l’opera. Questa è la gratificazione più grande». «Ma non abbiamo finito - ha continuato Montipò -. Credo che il bello si vedrà spero il prossimo anno quando inaugureremo l’ultima parte del progetto, cioè il palazzo delle ex Poste. Allora si vedrà in tutta la sua interezza la bellezza dell’opera. Sono contento...».

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E contenti sono stati anche i tantissimi reggiani che, da mattina a sera, hanno fatto tappa sotto la galleria ammirando il risultato dei restauri ma anche “testando” i negozi che ieri hanno aperto i battenti. Attività commerciali assolutamente diverse tra di loro ma ugualmente accattivanti. A partire da Spadarella Gioielli, un marchio riccionese che ha finito per conquistare con la sua originalità inconfondibile anche il mercato americano.

E poi Kasanova dove si può trovare davvero di tutto e il nome è una garanzia. Ma il luogo in cui non puoi entrare senza trovare una cosa una da comprare, anche perché i prezzi sono low cost per davvero, è Tiger dell’omonima catena danese. Per chi ieri è entrato giusto per curiosare, magari con bambino al seguito, non è stato facile uscire a mani vuote. Al netto delle decorazioni e dei regali natalizi, non sono passati inosservati oggetti come l’elicottero telecomandato, i lottatori di sumo, e ancora droni, peluche, libri didattici, puzzle, cappelli da elfo... Ma anche spezie di ogni tipo, dolciumi e, in un frigorifero, trovi pure il succo di mirtillo a 2 euro. Per dire.

Una festa nella festa,  alla quale non potevano mancare i rappresentanti delle istituzioni. Il primo cittadino, innanzitutto. «L’inaugurazione - ha sottolineato Luca Vecchi - rappresenta un nuovo passo avanti nel completamento di questa importante opera per la quale va dato merito a Montipò. Ma questo è anche il risultato di un lavoro partito da lontano, con il ripensamento del centro e la riqualificazione delle piazze. Un lavoro che ha creato le condizioni per attirare investimenti privati come questo».

E’ andata oltre Natalia Maramotti, assessore alla Città storica e al commercio che ha parlato di «un nuovo pezzo della nostra città che rende il centro storico sempre più attraente anche dal punto di vista del comemrcio andando decisamente verso una vera e propria sprovincializzazione. Questa galleria - ha continuato - ha l’ambizione di essere un luogo che potremmo trovare anche in una grande città. Ed è importante sia come iniziativa privata ma anche perché crea nuovi spazi pubblici».

Ma non è finita qui: «Come amministrazione continueremo a dare il nostro contributo allo sviluppo del commercio in centro con investimenti mirati a partire da due punti nevralgici: l’Isolato San Rocco che deve diventare più permeabile cioè attrarre gente e via Roma, bretella di collegamento con un’area importante come quella su cui si affacciano il teatro Valli e i Musei».

Dopo il taglio del nastro, i brindisi, i sorrisi e perché non un po’ di commozione, oggi Reggio si sveglierà con un polo d’attrazione in più. Che significa non solo nuove attività commerciali e una galleria che prima non c’era. Vuol dire vedere la propria città trasformarsi e crescere. Ammirare un centro storico che può cambiare. Sorprendersi della bellezza di un luogo ritrovato. Senza dimenticare le parole di Montipò: «E non è ancora finita...».

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