L'83 per cento dei commercianti ha installato telecamere o allarmi
La ricerca di Eurisko in Emilia Romagna: il 35 per cento ritiene che i livelli di sicurezza siano peggiorati
REGGIO EMILIA. In Emilia Romagna, più di un commerciante su tre (35%) è convinto che i livelli di sicurezza siano peggiorati rispetto allo scorso anno e che in regione siano sempre più in aumento furti (65%), abusivismo (52%) e rapine (46%). E' quanto emerge da un'indagine che Confcommercio Emilia-Romagna ha effettuato in collaborazione con Gfk-Eurisko sui fenomeni criminali e sull'impatto che questi hanno nella vita economica delle imprese. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12508635:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12508635:1649477997/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
La ricerca è stata presentata in occasione della giornata di mobilitazione di Confcommercio-imprese per l'italia «Legalità, mi piace!». stando a quanto emerge dal sondaggio, la percezione di insicurezza (più alta rispetto al resto dell'italia nazionale, dove il peggioramento è avvertito "solo" dal 32% dei negozianti) è più alta rispetto alla realtà dei fatti: solo il 10% delle aziende del terziario in Emilia-Romagna, infatti, contro il 16% nazionale, ne ha avuta esperienza diretta o indiretta. eppure, ben l'83% dei commercianti emiliano-romagnoli si è messo in moto per proteggersi (contro il 76% a livello nazionale): il 51% ha installato telecamere o impianti di allarme, il 48% ha assicurato l'attività, il 27% ha fatto denuncia dei fenomeni criminali e il 20% si è deciso ad assumere la vigilanza privata.
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Anche in Emilia-Romagna, poi, come nel resto d'italia, è alta la richiesta di protezione sul territorio da parte delle forze dell'ordine: lo chiede il 63% delle imprese, mentre il 70% si sentirebbe più sicuro se ci fosse certezza della pena. come a livello nazionale, poi, i commercianti ritengono inefficaci le leggi che contrastano i fenomeni criminali, e la grande maggioranza degli intervistati (66%) sarebbe favorevole ad un inasprimento delle pene.
LEGGI i dati del report nazionale: usura, estorsione, furti
L'indagine di Confcommercio ha inoltre rilevato una presenza più accentuata di alcune problematiche territoriali rispetto alla media nazionale: la presenza di venditori abusivi (59%), di nomadi (65%), ma anche di negozi sfitti (47%) e di edifici abbandonati (26%) che, insieme alle occupazioni abusive (16%), rappresentano elementi di criticità aggiuntiva per il territorio regionale.
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«Iniziative come quella di ogg i- commenta Ugo Margini, presidente di Confcommercio Emilia Romagna - devono servire a far comprendere all'opinione pubblica l'impatto devastante che l'abusivismo provoca sulle imprese del terziario, e ad affermare con forza la cultura della legalità e del diritto, contro quei tanti e sfaccettati fenomeni di abusivismo e di microcriminalità che purtroppo si vanno diffondendo anche nella nostra regione. è importante ribadire con forza i danni provocati dall'abusivismo, sia per le imprese che si trovano a contrastare fenomeni di concorrenza sleale nei propri settori, sia per i consumatori che vengono esposti a notevoli rischi per la salute e la sicurezza».
Per Margini, «è importante continuare a lavorare sulla strada della massima collaborazione tra imprese, istituzioni e forze dell'ordine, per scardinare i fenomeni di illegalità e criminalità e tutelare le oltre 250.000 attività del terziario che operano in Emilia-Romagna, e che per la loro presenza fisica sul territorio sono ancora oggi le più esposte a fenomeni di micro-criminalità». è una «battaglia prima di tutto culturale ed educativa- conclude margini- in cui non possiamo lasciare sole le imprese»
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