Gazzetta di Reggio

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Ma il Governo da quale parte sta?

Maria Mussini
Ma il Governo da quale parte sta?

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Bisogna prendere atto che su questa manovra in Commissione bilancio si è partiti con un lavoro serio, che avrebbe potuto tenere conto dei suggerimenti anche delle opposizioni, compatibilmente con le linee del Governo. Ma a un'opposizione conscia del proprio ruolo nelle istituzioni si è contrapposta la scelta del Governo di sfilare dalla discussione dei senatori i temi più controversi e di concludere con una richiesta di fiducia.

Ancora una volta, il Senato è stato scavalcato nelle sue funzioni, di fatto non ha toccato palla sui nodi della Stabilità, vedendosi applicato nella sostanza il contenuto della Riforma costituzionale: decide il Governo e lo fa dove è certo di non avere opposizione. 

Sono state così rimandate alla Camera tante questioni che invece avrebbero meritato un confronto e che, come tanti punti interrogativi, confluiscono in un’unica grande domanda: ma voi del Governo, da che parte state?

State dalla parte delle famiglie rovinate dalla ludopatia, come lascerebbe intendere la recente campagna di informazione sui rischi del gioco d’azzardo lanciata dal ministro Graziano Del Rio, oppure dalla parte della criminalità organizzata che nelle società del gioco d’azzardo ha uno dei propri capisaldi, come insegna anche il processo Aemilia? Il dato di fatto è che il gioco d'azzardo rappresenta una delle principali fonti di entrata di questa manovra finanziaria.

Ci sono provvedimenti che cercano di riportare l'attenzione sulla legalità, ma nello stesso tempo si eleva il tetto della circolazione del contante a 3000 euro, incentivando evasione e riciclaggio, che a loro volta porteranno a una diminuzione delle entrate. Sempre in tema evasione fiscale, uno dei provvedimenti che consentirebbero a questa manovra di avere una boccata d'aria è proprio la voluntary disclosure, la procedura di collaborazione volontaria per fare rientrare i capitali dall’estero, una legge che depenalizza enormemente il reato di evasione fiscale ed è per questo iniqua nei confronti dei contribuenti che pagano regolarmente le tasse.

Nei primi sei commi dell'articolo 9 c'è una disciplina di uscita per le società di comodo, non operative, poi estesa anche a imprenditori privati, che dà la possibilità di rientrare in possesso di beni utilizzati a scopo personale con una tassazione agevolata di gran lunga più favorevole di quella ordinaria: nessun impatto sulla crescita, un esiguo gettito immediato, un grande regalo per chi ha goduto già di benefici.

Vengono dati 25 milioni alle scuole private mentre nelle scuole pubbliche, oggetto della tanto sbandierata riforma della Buona scuola, non ci sono neanche i soldi per i corsi di recupero.

Vengono concesse agevolazioni a giovani coppie che acquistino dei mobili dopo aver comprato un appartamento, ma non a quelle che acquistano mobili prendendo un immobile in affitto. Le coppie che non hanno i soldi per comprare un appartamento ce li hanno forse per i mobili?

E si può continuare così, in ordine sparso, senza tralasciare i vistosi tagli alla sanità e alla sicurezza, i cui finanziamenti restano ampiamente inadeguati, nonostante siano appena stati rintuzzati dai fondi straordinari richiesti in questi giorni per l’emergenza terrorismo.

Manca insomma alla finanziaria quell’organicità che fa sì che ogni misura non sia solo uno spot una tantum, ma sia dotata di quella forza propulsiva per il Paese che le può derivare solo dal fatto di essere inserita in un disegno unitario. Manca il coraggio, manca la visione. Da che parte state dunque e, soprattutto, dove volete andare?

Vice presidente Gruppo Misto al Senato

 

 

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