Mediopadana, la porta per l'Europa
Il convegno sul futuro della stazione Mediopadana ha lasciato alla città alcune linee strategiche da sviluppare, qualche suggestione a cui pensare e soprattutto la consapevolezza di avere un elemento di sviluppo territoriale unico nel panorama italiano, che sarà il principale motore della crescita economica del nostro territorio e non certo per lo sviluppo immobiliare circostante, che nessuno desidera né, soprattutto, riscontra come una necessità.
Le pur condivisibili considerazioni sulla quantità e sulla sicurezza dei parcheggi, sulla segnaletica stradale e sui collegamenti con la città rappresentano indicazioni di base, su cui l'amministrazione comunale ha lavorato negli ultimi mesi, ampliando la dotazione di parcheggi, garantendone la vigilanza serale e notturna, raddoppiando le linee di trasporto pubblico e finanziando un progetto di forte potenziamento della segnaletica, al fine di favorire l'accessibilità.
Dopo i primi due anni di start-up e il successo ottenuto, è giunto il momento di rilanciare, provando ad investire di più e con una diversa logica di valorizzazione.
Unanime e forse scontata è la constatazione che la stazione Mediopadana, per localizzazione e caratteristiche, sia altro rispetto alle stazioni tradizionali e di alta velocità presenti in Italia. Tuttavia, è chiaro che non vi sia un modello di riferimento cui provare ad ispirarsi per accompagnare lo sviluppo della stazione e con essa l'attrattività e l'economia di un'area più ampia delle aree vaste finora immaginate. Al contrario, come ha testimoniato il ministro Delrio, la stazione Mediopadana e il processo di innovazione del sistema economico territoriale che le gravita intorno fungono piuttosto ad esempio per altre esperienze nazionali in corso di ideazione.
Più stazione o più aeroporto? Nonostante vi siano alcune intuibili differenze, i presupposti di questa stazione sono analoghi a quelli di un aeroporto di medie dimensioni: facilmente raggiungibile in auto, al di fuori di un contesto urbano, fruibile con tempi adeguati e rivolto principalmente, ma non certo esclusivamente, ad una clientela professionale.
E se oggi i collegamenti sono verso le grandi città italiane, dobbiamo prepararci a cogliere le altre opportunità nei prossimi anni: collegamenti diretti con i principali aeroporti nazionali e linee ferroviarie in direzione delle principali città europee (Parigi, Francoforte, Amsterdam, Zurigo, Bruxelles, Londra) con tempi competitivi con quelli di un volo aereo e prezzi e comfort probabilmente migliori.
La visione di una stazione che serve la "metropoli diffusa" di Reggio, Parma e Modena sembra altrettanto limitata, tant'è che lo stesso Ad di Italo, Flavio Cattaneo, ha voluto precisare che occorre includere fra gli utenti della stazione anche quelli delle province di Cremona e Mantova. Giusto, ma non solo. A Brescia, a Verona, a Piacenza, ma anche nelle province di Trento ed Alessandria, sanno tutti che il modo più rapido ed economico per raggiungere il centro di Roma è parcheggiare alla Mediopadana? Sembrerebbe di no e questo conferma che la strategia di sviluppo della stazione deve compiere al più presto un salto di qualità e come i margini di crescita siano ancora rilevanti, forse molto di più di quanto immaginiamo.
La qualità dell'infrastruttura e il posizionamento geografico sono importanti, ma ancor di più lo sarà, come in ogni iniziativa, la volontà e la capacità di gestione e di valorizzazione. Basti pensare all'enorme ed inatteso successo degli aeroporti di Bergamo e Pisa, in termini di operatività, di risultati economici gestionali e di crescita economica indotta, e alle enormi difficoltà di quelli di Rimini e Parma, la cui collocazione geografica era, in linea teorica, anche migliore e che, invece, hanno drenato nel tempo risorse senza diventare un rilevante fattore di sviluppo territoriale.
Se la stazione Mediopadana vuole essere un polo d'attrazione per la logistica e l'economia di un'area ampia e pronta per diventare un hub nazionale ed internazionale occorre un progetto diverso e di più lungo respiro che passi, inevitabilmente, per la gestione congiunta della parte commerciale e delle infrastrutture di servizio, in una logica di forte e duratura relazione strategica fra enti territoriali, proprietari e gestori delle reti e con il sostegno e la collaborazione di tutti i soggetti che hanno come loro mission lo sviluppo economico del territorio.
Infatti, solo immaginando un forte miglioramento della qualità dei servizi, un'incisiva azione di promozione oltre i confini regionali che preveda, oltre alla comunicazione, anche investimenti a lungo ritorno in collegamenti efficienti, una politica di gestione comune di parcheggi e spazi commerciali e di supporto ai viaggiatori si potrà immaginare che i due attuali gestori investano ulteriormente con altri treni e altre destinazioni, alimentando a loro volta l'afflusso di passeggeri e lo sviluppo dei servizi connessi.
Secondo il presupposto per cui non ci saranno altri treni senza una strategia di sviluppo e non ci sarà alcuno sviluppo senza altri treni, sarebbe imperdonabile perdere l'occasione di innescare un circolo virtuoso, che attraverso la stazione Mediopadana, come porta verso l'Europa, contribuisca significativamente ad uno stabile e duraturo rilancio economico del territorio della città e dell'area ampia, ormai inevitabilmente a noi connessa.
Assessore a Bilancio, Patrimonio e Società partecipate
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