Reggio resta senza bagni pubblici
L'unico esistente chiude durante le ore del pranzo, una raccolta di firme
REGGIO EMILIA Questa volta San Prospero non ha fatto la grazia. Qualcuno l’ha supplicato di porre rimedio all’emergenza esplosa tra l’enorme folla accorsa per festeggiarlo, ma invano. Qualche bar aveva chiuso la toilette, negli altri c’era la fila. Di bagni pubblici invece neppure l’ombra, eccezion fatta per quello di via della Croce Bianca, l’unico rimasto, che però viene chiuso dalle 13 alle 15,30. Ci sono anche due wc “autopulenti” in via Roma e via Toschi, ma è comprensibile il ribrezzo che suscitano.
Il peggio – riferisce Orlando Bottazzi, la cui moglie accudisce alla pulizia in via della Croce Bianca – è capitato domenica, per il Prosperino. C’era una coda interminabile. Alle 13, quando si stava per chiudere, la gente ha incominciato a inveire. Si è dovuta ritardare la chiusura di un quarto d’ora, ma qualcuno è stato poi costretto a cercare un angolo di strada appartato. L’addetta che ha riaperto alle 15,30 ha subito gli stessi improperi dai molti che aspettavano impazienti. «Lo stesso problema si presenta soprattutto nei giorni di mercato, quando il centro storico è particolarmente affollato».
La protesta, quindi, sta montando, soprattutto fra gli ambulanti e i loro clienti, che nei mesi scorsi avevano raccolto seicento firme per chiedere l’apertura continuativa del bagno pubblico dalle 8 alle 20. «Le abbiamo presentate in Comune - riferisce Bottazzi - ma ci sono state rifiutate perché prive degli estremi della carta d’identità». La petizione, comunque, è chiara: «Gli ambulanti – si legge – pagano l’imposta Cosap che dà loro pieno diritto di usufruire dei servizi igienici pubblici, anche perché da qualche anno il loro numero è cresciuto a dismisura».
Fino a qualche anno fa a Reggio si contavano quattro bagni pubblici, in via della Croce Bianca, piazza Scapinelli, dietro al teatro Municipale e a porta Santo Stefano, nonchè due orinatoi, tra via Dante e via Samarotto e in via San Carlo. Erano aperti continuativamente, d’estate anche fino a mezzanotte. Bottazzi, che ne era il coordinatore: «Una volta vi era impiegato il personale necessario per la pulizia, ma il Comune ha poi smantellato questo servizio. Dopo il fallimento della ditta che lo appaltava è subentrata Coopservice. Nel 2010 la Giunta approvò uno stanziamento di 250mila euro. Si prevedeva, fra l’ammodernamento e il riscaldamento invernale del bagno dei giardini pubblici. Non è stato fatto alcunché, a parte gli autopulenti, da cui rifuggono gli anziani e le donne».
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