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Largo Biagi, è ancora incubo maxi-bollette

Largo Biagi, è ancora incubo maxi-bollette

Dopo i distacchi, ciascun condomino dovrà pagare un debito di circa tremila euro in tre anni

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REGGIO EMILIA. I condomini di Largo Biagi speravano di averci messo una pezza, che però si rivela peggiore del buco, dovendo pagare fatture Iren più che raddoppiate per coprire i debiti degli insolventi. Dopo tre settimane di distacco del riscaldamento, gli abitanti delle due palazzine, riuniti in assemblea, avevano accettato di farsene carico: la legge, in questi casi, impone infatti la “solidarietà condominiale”. L’alternativa sarebbe la richiesta di mettere all’asta gli appartamenti di chi non aveva saldato le sue quote, ma l’azione legale è costosa e incerta. Così ora ciascun condomino avrà in media da rimborsare a Iren un debito di tremila euro in tre anni. In questo periodo dovrà corrispondere 400 euro al mese senza poter usufruire del riscaldamento per più di quattro ore al giorno. È il dramma che sta dilagando fra chi risiede nei molti fabbricati con il riscaldamento centralizzato. In quelli più vecchi arriva un’unica fattura, che l’amministratore ripartisce fra condomini e inquilini secondo i millesimi di proprietà. Quelli più recenti sono dotati di strumenti applicati ai termosifoni, che consentono di misurare il consumo effettivo, fatto salvo un 20% da pagare anche se si chiudono tutti i caloriferi. E' il caso delle palazzine di Largo Biagi, dove, fino all’anno scorso Iren inviava bollette distinte a ciascun abitante. Il contratto di fornitura, però, era e rimane unico. Perciò se qualcuno non paga gli altri sono tenuti a corrispondere “in solido”. In via Turri, dove il fenomeno aveva assunto proporzioni quasi apocalittiche, moltissimi si sono distaccati dall’impianto centralizzato e hanno montato impianti autonomi, come consentito dalla legge quando è tecnicamente possibile. (l.s.)

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