Serve certezza della pena contro i furti e le rapine
E’ la risposta dei commercianti nel sondaggio voluto da Confcommercio L’83% degli intervistati ha l’antifurto, per il 94% le leggi non sono efficaci
REGGIO EMILIA. Furti in crescita, pene troppo poco aspre e nessuna certezza che vengano scontate. Si può sintetizzare così la percezione di sicurezza dei commercianti dell’Emilia Romagna, emersa dall’indagine che Confcommercio ha chiesto di realizzare a Gfk Eurisko su un campione di 6.800 imprese del commercio, del turismo, dei servizi e dei trasporti, e che è stata presentata ieri in occasione della terza Giornata della legalità organizzata dall’associazione di categoria.
Si tratta di un campione emblematico. I commercianti si possono definire, a ragione, tra i primi “termometri” della sicurezza nelle città: sono quotidianamente a tu per tu con la gente, ma altrettanto quotidianamente devono fare i conti con furti e taccheggi. Episodi che, purtroppo, anche a Reggio Emilia, sono da troppo tempo all’ordine del giorno.
Allora, se solo il 35% degli intervistati ha la percezione che sia peggiorato il livello di sicurezza rispetto all’anno scorso, il 60% ritiene sia rimasta uguale. Per il 65% dei commercianti i furti sono aumentati, così come l’abusivismo (per il 52%), la contraffazione (per il 45%) e le rapine (per il 44%).
In Emilia Romagna, l’esperienza diretta o indiretta con la criminalità è leggermente inferiore: solo il 4% degli intervistati ha dichiarato di aver avuto direttamente problemi legati a minacce ed estorsioni, il 9% di conoscere qualcuno che le ha subite.
Mentre è più alto rispetto alla media nazionale in Emilia, e anche a Bologna, il ricorso alle misure cautelative per proteggersi dai furti: l’83% ha dichiarato di essersi dotato di misure di sicurezza. Si tratta di telecamere e impianti di allarme per il 51%, assicurazione per il 36%, vigilanza privata per il 22%, vetrina corazzata per il 12%.
Ma l’opinione prevalente è che l’iniziativa più efficace sarebbe la certezza della pena (per il 70%) e maggiore protezione dalle forze dell’ordine (63%). Gli intervistati denunciano che le leggi di contrasto ai fenomeni criminali non sono per niente efficaci (per il 46%), o poco efficaci (per il 48%).
Sarebbero molto favorevoli all’inasprimento delle pene il 66% dei commercianti sentiti, mentre il 45% risponde «probabilmente no» alla domanda se i condannati scontano realmente le pene. Risponde «certamente no» il 42%.
Riguardo, poi, alle problematiche del territorio, il 65% risponde che è dovuto alla presenza di nomadi, il 59% per la presenza di venditori abusivi, per il 41% per la presenza di tossicodipendenti, per il 32% lo spaccio di droga. (el.pe)
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