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Teoria gender, mozione Pd-Sel

Teoria gender, mozione Pd-Sel

La maggioranza si ricompatta dopo la polemica sul post di De Lucia

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REGGIO EMILIA. Proseguire nell’istituzione di un tavolo interistituzionale contro l’omofobia e l’omonegatività che, al pari di quello già nato sulla sicurezza, tuteli le persone lgbt dalle discriminazioni di cui sono vittime. È uno dei punti qualificanti dell’ordine del giorno che la maggioranza del Comune di Reggio Emilia (Pd e Sel), ricompattata dopo le polemiche, ha depositato oggi sulla “falsa teoria del gender”, cioè sul supposto indottrinamento nelle scuole a favore dell’indifferenza di genere. Il documento vuol chiudere la lunga querelle che ha visto contrapposti negli ultimi mesi prima il consigliere del Pd, Dario De Lucia, al vescovo Massimo Camisasca e successivamente il dem al suo partito, che non lo ha pienamente sostenuto. All’origine della polemica una frase postata dallo stesso De Lucia su Facebook, nella quale in relazione alle teorie gender il consigliere reggiano li considerava «un bel moloch di conservazione e propagatori di odio».

Parole alle quali è seguita una mozione Forza Italia in consiglio, nella quale si chiedeva a De Lucia di chiedere scusa al vescovo. Una mozione nella quale il Pd reggiano ha di fatto scaricato De Lucia: tre i dem favorevoli, mentre gli altri si sono astenuti.

Dopo l’incontro tra De Lucia e il vescovo, andato in scena venerdì, l’ordine del giorno presentato mette «una pietra», come afferma De Lucia stesso, sulla vicenda interna ai democratici. «Questo documento – spiega il consigliere – potrà fare trasparenza e marcare la linea del Comune sulla falsa teoria del gender. Sono molto soddisfatto per un’operazione che ha coinvolto l’assessore e il sindaco, con cui abbiamo lavorato bene. Per quanto mi riguarda mettiamo una pietra sulle polemiche».

Quello che preoccupa infatti, aggiunge De Lucia, «è la tranquillità delle famiglie dei nostri cittadini tra cui non bisogna che sorgano discriminazioni alimentate dalla falsa teoria del gender».

Aggiunge il cattolico Angelo Cigarini (Pd): «Questa è una storia finita e conclusa». I problemi di discriminazione, aggiunge, «li vedo nel mio campo professionale, nella scuola, e diventano sempre più precoci».

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