Trentasei sequestri dall’inizio dell’anno
Dai blitz della polizia municipale sono poi scattate 28 denunce. Requisiti vestiti, dvd, fiori
REGGIO EMILIA. Un intervento difficile quello contro gli ambulanti abusivi e il Comune spiega il perché.
«L'intervento congiunto di agenti della polizia municipale e di membri delle forze dell'ordine nel contrasto alla vendita di merce contraffatta – si legge in una nota diffusa ieri pomeriggio dal municipio – si è intersecato martedì con l'afflusso, data la festa del Patrono della città, di diverse migliaia di reggiani in centro storico. La tutela delle condizioni di sicurezza dei cittadini richiedeva pertanto che l'azione di verifica tenesse conto della situazione particolarissima di diverse vie della città, molto affollate». E per quel che riguarda il contrasto all'abusivismo operato dalle forze di polizia municipale vengono “snocciolati” alcuni dati dal Comune.
Nel 2015 (dato ancora parziale) sono già stati effettuati 36 sequestri, che hanno portato a requisire 293 fra capi di abbigliamento e accessori, 196 confezioni di fiori e altro materiale per 388 unità.
Questo ha significato contestare ai responsabili 8 violazioni amministrative, con 28 denunce complessive.
Da quando l'attività è cominciata, nel 2003, le pattuglie della polizia municipale hanno operato complessivamente 424 sequestri.
Con particolare riferimento ai generi commerciali requisiti si contano oltre 25mila supporti video musicali, 4.072 fra capi di abbigliamento e accessori, 2.748 confezioni di fiori e altro materiale per 3.740 unità. Questo ha significato contestare 215 violazioni amministrative e le denunce in questo lasso di tempo sono state complessivamente 173. «Un impegno volto al rispetto della legalità – proseguono dal Comune – e al contrasto dell'abusivismo. Non è però una battaglia che qualcuno può pensare di vincere da solo. L'Amministrazione auspica che sempre più cittadini reggiani vorranno, anche in futuro, essere al fianco della collettività che si sta impegnando sul fronte dei reati amministrativi e in campo economico, evitando di acquistare merce contraffatta. Sostenere la legalità e dire no all'abusivismo commerciale sono due facce della stessa medaglia».
Tante inchieste in campo nazionale hanno evidenziato come la catena illegale della contraffazione (produzione e vendita attraverso gli immigrati) sia controllata dalle mafie.
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